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domenica 11 settembre 2022

#AnniNOVANTA - Il Disco Del Mese - La Repubblica. Magie Africane

 Ayub Ogada - blogfoolk - Sapeva catturare e restituire in musica la pace di una foresta, così come una danza di guerrieri. Ayub Ogada è stato un sensibile ambasciatore in tutto il mondo della lira a otto corde nyatiti e della cultura luo. Purtroppo è morto a 63 anni il primo febbraio 2019. Fin dai tempi delle scuole secondarie, con la musica sapeva fermare il tempo e annunciare la pioggia. Proprio a questa canzone,”Kothbiro” (poi inserita nella colonna sonora di “The Constant Gardener” nel 2005), ha fatto riferimento Peter Gabriel nel ricordarlo: “Nei primi anni in cui demmo vita al festival WOMAD e alla Real World Records erano molte le persone che dicevano di non essere interessate ad ascoltare musiche da altre culture. Quando cercavo di convincerli proponevo loro Ayub che cantava ‘Kothbiro’ ed funzionava sempre”. Nel catalogo Real World dei primi anni Novanta c’era spazio sia per artisti già affermati nel proprio Paese, sia per chi, in Europa, spesso praticava la propria arte come buskerr: Toto la Momposina, Abdelli, Adbel Ali Slimani… 

Pascal Lokua Kanza, meglio noto come Lokua Kanza (Bukavu, 22 aprile 1958), è un cantante e compositore della Repubblica Democratica del Congo.
Canta in francese, inglese e lingala. 
Kanza nacque a Bukavo, nella provincia di Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo orientale. Suo padre era un capitano di nave di etnia mongo, mentre sua madre era un tutsi proveniente dal Ruanda. Nel 1964 la famiglia si trasferì a Kinshasa. In seguito alla morte del padre, Kanza, che era il maggiore di otto fratelli, dovette mantenere la propria famiglia, riuscendo comunque a frequentare la scuola e a cantare nel coro della chiesa locale.

Various – Magie Africane

Various-Magie Africane copertina album
Etichetta: La Repubblica – DdM-SP
Serie: Il Disco Del Mese
Formato:
CD, Compilation
Paese: Italy
Uscita: 1995
Genere: Folk, World, & Country
Stile: African

1Papa WembaSala Keba3:42
2Lokua KanzaSallé3:43
3Oumou SangareDugu Kamelemba6:11
4Francis BebeyForest Nativity4:28
5Master Musicians Of Tanzania*Chisanga7:39
6Abdel Ali SlimaniMraya7:22
7Myriam Makeba*The Lion Cries5:02
8Ayub OgadaObiero5:42
9Nahawa DoumbiaLaban Ko5:20
10Aster AwekeTchewata6:11
11Sali SidibeDjien Magni5:06
12Gabin DabiréSizà5:02

  • Copyright © – Amiata Records
  • Copyright fonografico ℗ – Amiata Records
Su licenza di – Amiata Media Srl. 

venerdì 5 febbraio 2021

La #Bacheca: #AnniNOVANTA. Leningrad Cowboys Meet Moses, Zlata Filipovic - Diario di Zlata. Una bambina racconta Sarajevo sotto le bombe, Fammi Vedere Tu - Roberto Vecchioni

Leningrad Cowboys Meet Moses  è un film del 1994 diretto da Aki Kaurismäki
Dopo aver trascorso alcuni anni in Messico tra alterne fortune, i Leningrad Cowboys, considerati la peggiore rock band esistente, decidono di tornare a casa loro in Siberia. A guidarli è il loro manager Vladimir, che, in seguito a una profonda rivoluzione interiore, ha deciso di farsi chiamare Moses. Il viaggio in nave attraverso l'oceano è lungo e l'intera band, presa da forti dubbi sulle sue vere intenzioni, è in rivolta contro Moses. All'arrivo in Europa li attendono molti guai, le difficoltà aumentano e diventa sempre più difficile trovare denaro, rifornirsi di benzina e provvedere a cibo e bevande. Inoltre, un agente della CIA è sulle loro tracce, alla ricerca del naso della Statua della Libertà FONTE: .cinematografo.it
Zlata Filipovic  -  Diario di Zlata. Una bambina racconta Sarajevo sotto le bombe
Zlata Filipovic ha 11 anni quando esplode l'inferno di Sarajevo. Come tante sue coetanee tiene un diario dove registra gli eventi minimi dell'esistenza quotidiana. Ma scoppia la guerra e Zlata cambia in fretta, matura. Il suo mondo è in pezzi, ora vi dominano l'odio cieco, la paura, la disperazione. Al diario, come a un'amica immaginaria di nome Mimmy, consegna la cronaca di giornate profondamente mutate: le notti passate in cantina, l'esplodere delle granate, le raffiche dei cecchini, gli amici uccisi. Zlata scrivendo vuole dar voce "ai tremila bambini morti sotto le bombe, agli invalidi che s'incontrano per le strade privi di un braccio o di una gamba". E la sua testimonianza diventa simbolo delle sofferenze di un popolo, invocazione di pace. illibraio.it
Oggi è laureata all'università di Oxford, attualmente vive in Irlanda dove è membro del Board della sezione irlandese di Amnesty International.
Una testimonianza coraggiosa e commovente, un'invocazione alla pace diventata un classico della letteratura di guerra.
«Nel racconta della tragedia vissuta a Sarajevo, il diario di Zlata assomiglia maledettamente a quello che Anna Frank teneva negli anni dell'occupazione nazista» – la Repubblica
C'è solo un po' d'amore
Che mi è rimasto qui
E non so dove metterlo
Un amore così
Vedessi come canta
Vedessi come danza
Vedessi quante volte si sposta
Si muove per la stanza
E dice di conoscermi
Di essere qui per me
Di tanto in tanto mi ricorda
Qualcuno che non c'è
Però mi sembra strano
Non rivederti più
Conosci questo amore tu?
Fammi Vedere Tu di Roberto Vecchioni