martedì 3 febbraio 2026

Formia - SAN VALENTINO 2026 - VIA DELL’AMORE - II edizione

Via Vitruvio si veste d’amore: cuori con frasi di poeti, cantanti e scrittori, corridoio luminoso a forma di cuore e panchine romantiche.

Un percorso romantico da vivere e condividere!

CERCA CUPIDO...TROVA L’AMORE

Sabato 14 febbraio, degli irresistibili Cupido girano per la città pronti a scoccare la loro freccia e a far innamorare i passanti.

L’AMORE IN FOTO

1️⃣ Cerca le installazioni a tema o Cupido

2️⃣ Scatta una foto creativa e condividila sui social

3️⃣ Usa l’ hashtag #FormiaCercaLAmore2026

4️⃣Segui e tagga: IG @formiashopping e FB CCN Associazione Le Due Torri.

Le 3 foto più votate sui social, entro Venerdì 20 Febbraio h.18:00, saranno omaggiate con una cena romantica per due, nei migliori ristoranti della zona. 

#SanValentino2026Formia#FormiaCercaLAmore2026 - CCN Associazione Le Due Torri Formia

sabato 31 gennaio 2026

Carnevale Strianese | 14 al 17 febbraio 2026

Il Carnevale Strianese è pronto a riportare colori, musica e partecipazione in tutta la Campania con la 42ª edizione della storica manifestazione, in programma dal 14 al 17 febbraio. Con la presentazione del Manifesto ufficiale è entrato nel vivo un appuntamento importantissimo per Striano, costruito dal lavoro dei carristi, dei rioni, delle associazioni e di tanti volontari.

L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito.

Protagonisti saranno i carri allegorici di nuova realizzazione, dedicati a temi di attualità come intelligenza artificiale, potere e innovazione tecnologica, affiancati dalle coreografie delle scuole di danza e dalle animazioni per famiglie e bambini. A condurre le serate Cinzia Profita ed Eduardo Castaldo, con ospiti musicali e spettacoli ogni sera.

  • Il programma si apre il giorno 14 alle 15 con la grande sfilata della maschera Histriano per le strade cittadine, con partenza da via Farricella – Parco Verde e percorso attraverso le principali arterie del centro. A seguire, la prima sfilata dei carri allegorici sul circuito via Sarno – Parco Verde. In serata spazio alle esibizioni dei corpi di ballo e a una seconda sfilata in circuito breve.
  • La giornata successiva, 15 febbraio, propone la sfilata mattutina della maschera Histriano dal centro cittadino, seguita da una fascia interamente dedicata ai bambini al Parco Verde con animazione e attività. Nel pomeriggio tornano i carri allegorici con doppio giro sul circuito principale, spettacoli di danza in serata e, a chiudere, il live show di Nostalgia 90.
  • Il terzo giorno, 16 febbraio, prevede l’uscita dei carri allegorici a partire dalle ore 18:00 e successivamente ci sarà la premiazione della maschera più bella dei laboratori di cartapesta e pittura dedicati agli alunni della scuola primaria. In serata evento musicale con Febbre Italiana, lo show con le hit italiane.
  • La giornata conclusiva, 17 febbraio, riparte con iniziative per bambini al Parco Verde alle ore 10:00 e la sfilata della maschera Histriano con partenza da via Risorgimento e passaggio nelle strade principali. Nel pomeriggio ultima grande sfilata dei carri allegorici, seguita da esibizioni dei corpi di ballo, e spettacolo finale con il rapper Le One, prima delle premiazioni conclusive.

Il calendario completo è riportato nel programma ufficiale disponibile sui canali social del Carnevale Strianese.

L’edizione di quest’anno segna anche l’avvio del percorso di trasformazione del Carnevale in Fondazione: un modello a prevalenza pubblica, con partecipazione e controllo pubblico, aperto al contributo dei privati, per garantire continuità, trasparenza e crescita nel tempo. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Striano e, per una delle giornate, dalla Città Metropolitana di Napoli. Carnevale Strianese

lunedì 26 gennaio 2026

“𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐕𝐞𝐭𝐫𝐢𝐧𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟓”: 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢 𝐢 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐚 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

𝐀 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐥'"𝐇𝐚𝐩𝐩𝐲 𝐁𝐚𝐫”, 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐨 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐫𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐃𝐨𝐰𝐧, 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 “𝐔𝐦𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐈”. 𝐀𝐥 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢 “𝐋𝐞 𝐆𝐫𝐚𝐧𝐝 𝐁𝐚𝐫” 𝐞 “𝐌𝐚𝐫𝐭𝐲 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐞”.

Sono stati ufficializzati i vincitori della terza edizione del concorso di idee “Natale in Vetrina 2025”, iniziativa rivolta ai titolari delle attività commerciali, artigianali e dei pubblici esercizi del territorio. L’iniziativa, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Gianluca Taddeo, è nata con l’obiettivo di creare una calda e suggestiva atmosfera natalizia in città e, al tempo stesso, valorizzare il tessuto economico locale. Il concorso ha infatti rappresentato un’importante occasione di visibilità per la rete commerciale e artigianale, contribuendo a rendere più attrattivo il centro urbano durante il periodo delle festività.

Una giuria ha selezionato otto vetrine a tema natalizio, valutate secondo i criteri di illuminazione, originalità, valore artistico ed eleganza. Gli allestimenti, rimasti esposti per l’intero periodo delle festività, hanno contribuito a rendere più accoglienti e attrattive le strade cittadine, spaziando da decorazioni tradizionali e giochi di luce a presepi, simboli della tradizione formiana e opere artistiche realizzate con materiali diversi.

𝐀 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 “𝐇𝐚𝐩𝐩𝐲 𝐁𝐚𝐫”, 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐨 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐫𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐃𝐨𝐰𝐧, 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 “𝐔𝐦𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐈”. 𝐀𝐥 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢 “𝐋𝐞 𝐆𝐫𝐚𝐧𝐝 𝐁𝐚𝐫” 𝐞 “𝐌𝐚𝐫𝐭𝐲 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐞”. 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐮𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐭𝐫𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐚𝐭𝐞 “𝐉𝐅 𝐁𝐞𝐚𝐮𝐭𝐲 𝐓𝐢𝐦𝐞”, “𝐑𝐮𝐬𝐡”, “𝐆𝐨𝐥𝐝”, “𝐒𝐚𝐥𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐑𝐞𝐜𝐜𝐨” 𝐞 “𝐕𝐢𝐨𝐥𝐚 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐥𝐚”.

«L’obiettivo dell’Amministrazione comunale non è quello di promuovere un turismo occasionale, ma di favorire una fruizione consapevole e approfondita della città, capace di valorizzarne l’identità, il patrimonio storico e le tradizioni – ha dichiarato il Sindaco Gianluca Taddeo – Anche le vetrine rivestono un ruolo significativo, poiché contribuiscono a qualificare l’immagine urbana e a sostenere il tessuto economico locale. Ringrazio tutti i partecipanti e, in particolare, i vincitori, che hanno saputo interpretare pienamente lo spirito dell’iniziativa. L’auspicio per il 2026 è che Formia continui a cogliere le opportunità di sviluppo, accompagnando in modo condiviso il processo di crescita economica che la città sta vivendo».

Soddisfazione è stata espressa anche dall’Assessore alle Attività Produttive, Francesca Di Rocco, che ha sottolineato come “Natale in Vetrina” confermi il grande successo dell’iniziativa e la partecipazione sempre più ampia delle attività commerciali cittadine. «Un segnale importante di vitalità – ha evidenziato – che dimostra la voglia degli operatori di migliorare l’attrattività dei propri punti vendita e di collaborare con le istituzioni per la valorizzazione del territorio».

La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 11.00, presso la Sala Sicurezza del Palazzo Comunale di Formia.

L’Amministrazione comunale ringrazia tutte le attività partecipanti e rinnova il proprio impegno a sostenere iniziative capaci di rafforzare l’identità cittadina e promuovere lo sviluppo economico del territorio.  Comune di Formia

venerdì 16 gennaio 2026

Workshop gratuito in Visual Merchandising per operatori commerciali e turistici

Il Comune di Amalfi per il tramite della Destination Management and Marketing Organization Visit Amalfi (DMO), promuove un workshop gratuito in Visual Merchandising rivolto a tutti gli operatori commerciali e turistici di Amalfi.

L’iniziativa si inserisce nel Piano Strategico per il Turismo di cui si è dotato il Comune di Amalfi, guidato dal Sindaco Daniele Milano: un’azione rivolta a creare un’esperienza visiva e sensoriale integrata in linea con la strategia messa in campo dall’Amministrazione, per una Città sempre più bella e attrattiva, che sappia valorizzare le sue bellezze paesaggistiche, culturali e architettoniche.

Il Visual Merchandising è l’arte di esporre i prodotti in modo strategico per stimolare i sensi e creare un’esperienza emozionale nel visitatore: il corso sarà tenuto da Cristiano Baronti, Visual Manager con oltre vent’anni di esperienza nel settore del Visual e della comunicazione espositiva.

«Oltre a fornire gli elementi e le strategie del Visual Merchandising – afferma il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano – questa attività è finalizzata anche a completare il processo partecipato per la modifica del Piano degli Arredi minori, il cui iter di revisione fa seguito ad alcuni incontri organizzati con i rappresentanti delle associazioni di categoria FENAILP e UNICA, svoltisi nei mesi scorsi».

Il workshop sarà strutturato in tre sessioni distinte e si svolgerà presso il Salone Morelli di Palazzo San Benedetto nelle giornate di sabato 7 febbraio 2026 (dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00) e di domenica 8 febbraio 2026 (dalle 10:00 alle 13:00).

Il programma di studio si concentrerà, nella prima giornata, sull’analisi del territorio e dell’identità visiva di Amalfi, per poi concentrarsi sui fondamenti della strategia comunicativa e sugli elementi di base del visual merchandising, per concludersi con una fase laboratoriale dedicata alla lettura del punto vendita. La sessione di domenica 8 febbraio 2026 si aprirà con un’esercitazione di recap degli elementi di studio analizzati in precedenza, per poi proseguire con la presentazione del Piano Arredi, tra obiettivi e linee guida strategiche e la discussione tecnica con gli architetti del Comune di Amalfi, in un processo partecipato con gli operatori del settore e la raccolta di eventuali proposte.

Per partecipare è sufficiente inviare una mail all’indirizzo prodotto@visitamalfi.info entro venerdì 28 gennaio 2026 alle ore 12:00, indicando i nominativi dei partecipanti e il ruolo che ricoprono all’interno dell’attività.

PROGRAMMA DEL CORSO

  • SABATO 7 FEBBRAIO 2026

ANALISI DEL TERRITORIO E IDENTITA’ VISIVA DI AMALFI

– Caratteristiche del tessuto commerciale

– Colori, materiali, profumi e percezioni

– Come trasformare Amalfi in un linguaggio espositivo coerente

– Indicazioni operative

– Chiusura tecnica della sessione

FONDAMENTI DI STRATEGIA COMUNICATIVA

– Comunicazione visiva applicata al retail – storytelling e coerenza espositiva

– Errori più comuni

– Costruzione del messaggio visivo

VISUAL MERCHANDISING APPLICATO – LE BASI

– Regole professionali dell’esposizione

– Guidare lo sguardo del cliente

– Tecniche di valorizzazione del prodotto

LABORATORIO PRATICO: LETTURA DEL PUNTO VENDITA

– Analisi delle criticità con coinvolgimento partecipanti

– Identificazione dei punti di forza

– Check Visual Pro: come difendere la propria identità innovandosi

  • DOMENICA 8 FEBBRAIO 2026

ESERCITAZIONE

– Breve recap del giorno precedente con osservazioni

– Prova di applicazione delle tecniche affrontate

– Micro-layout: tavoli, scaffali, pareti, vetrine

– Esercitazioni in aula con esposizioni dirette (si consiglia agli operatori di portare una piccola valigia con i propri elementi espositivi)

APPROFONDIMENTO VISUAL E CORREZIONI

– Revisione dei lavori

– Miglioramenti espositivi diretti su attività storiche – Strategie personalizzate per i negozi presenti

BREVE PRESENTAZIONE DEL PIANO ARREDI

– Introduzione sintetica al Piano Arredi

– Obiettivi principali

– Linee guida generali

– Collegamento con il percorso visivo della situazione attuale del territorio e del Piano Arredi di Amalfi

DISCUSSIONE TECNICA DEL PIANO ARREDI CON GLI ARCHITETTI DEL COMUNE DI AMALFI

– Analisi delle modifiche da proporre

– Valutazione estetica e funzionale

– Integrazione con le esigenze degli operatori

PROCESSO PARTECIPATO

– Confronto con gli operatori dei vari settori del territorio

– Raccolta di osservazioni e proposte

CHIUSURA LAVORI

– Confronto finale

– Domande e risposte

– Saluti e conclusione del workshop

Docente Cristiano Baronti – Visual Manager – VISUAL PRO, Firenze

Cristiano Baronti è un Visual Manager con oltre vent’anni di esperienza nel settore del Visual Merchandising e della comunicazione espositiva. Attivo dal 2003, ha collaborato con numerosi brand e attività commerciali (Rinascente Milano, Corneliani, Briglia 1949 Napoli, Replay etc.) sviluppando progetti di valorizzazione visiva (mercatini di Natale Montepulciano, Target Milano per Apple), identità di punto vendita e strategie espositive integrate.

È docente presso CNA Firenze e altri enti di categoria, ha ottenuto il riconoscimento di Maestro Visual/Vetrinista presso la Doriano Missora School di Milano. Specializzato in Visual Marketing applicato, affianca aziende e operatori del commercio con un approccio orientato alla qualità, alla funzionalità e alla coerenza estetica e all’innovazione Visiva.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto riconoscimenti come Visual Vetrinista Europeo, per brand e collaborazioni distinguendosi per metodo, creatività e capacità di innovazione. (Ufficio Stampa Comune di Amalfi)

domenica 11 gennaio 2026

Anna-Lou Leibovitz, detta Annie fotografa statunitense.

Anna-Lou Leibovitz, detta Annie è una fotografa statunitense.

Ritrattista affermata, Leibovitz ha uno stile caratterizzato dalla stretta collaborazione tra fotografo e modello.

Di discendenze ebraiche, Annie Leibovitz nasce a Waterbury, nel Connecticut, terza di sei figli. Suo padre era un ufficiale dell'Aeronautica USA, e molto spesso doveva spostarsi per seguire diversi incarichi, questo portò Anne a numerosi trasferimenti e ad un'infanzia molto movimentata tra una base militare e l'altra. Durante uno di questi viaggi, la Leibovitz scopre la fotografia e si appassiona fin da subito. La madre di Annie, invece, è un'istruttrice di danza classica, ed è proprio l'influenza di questa figura che trasmetterà alla fotografa l'amore per l'arte in generale e per il bello. La donna era solita documentare la vita della famiglia, producendo filmati ricordo e scattando diverse fotografie.

Le prime foto scattate da Annie sono state scattate nella base militare delle Filippine, dove il padre era impegnato nella guerra del Vietnam. Questa esperienza e il contatto con la guerra nei primi anni di vita segneranno non solo la personalità della Leibovitz ma anche il suo lavoro e le sue convinzioni future. Crescendo e rientrando negli Stati Uniti la ragazza rifiuterà il mondo in cui è cresciuta per dedicarsi al suo opposto: l'arte, al punto da intraprendere un corso di pittura, per poi proseguire gli studi universitari presso l’Istituto d’Arte di San Francisco. La fotografia continua ad essere una passione, portata avanti in parallelo a tutte le altre questioni della sua vita. Grazie ai suoi studi conosce i celebri fotografi Robert Frank ed Henri Cartier Bresson, si appassiona sempre di più all'arte della fotografia e ne apprende le varie tecniche ed i segreti del mestiere, decidendo di farla diventare la sua strada e abbandonando il corso di pittura.

Nei primi anni dopo gli studi, Annie Leibovitz inizia diverse collaborazioni saltuarie con riviste minori, venendo però sempre più apprezzata per il suo approccio alla fotografia e per la qualità degli scatti. Fin da subito si specializza nei soggetti umani, ritratti per lo più, e inizia a ritagliarsi una buona fetta di popolarità. Nel 1969 si reca nel kibbutz israeliano Amir, per documentare la vita dei volontari, creando così il portfolio che le permetterà di fare il salto e approdare alla rivista Rolling Stone. Terrà questo impiego per 13 anni, dal 1970 al 1983, in cui affinerà la sua tecnica e produrrà scatti sempre più ricercati e riconoscibili, accrescendo la sua fama e popolarità. Celebre la copertina con Meryl Streep che sembra staccarsi un viso particolarmente plastico.

Nel 1975, occupò il ruolo di fotografa della tournée di concerti del gruppo rock dei The Rolling Stones, voluta e assoldata dalla band stessa. Negli anni 1980 la Leibovitz fotografò delle celebrità per una campagna pubblicitaria internazionale della American Express. Dal 1983 ha lavorato come fotografa ritrattista per Vanity Fair. Nel 1990 viene premiata col Infinity Awards per la Applied photography. Nel 1991 ha tenuto un'esposizione alla National Portrait Gallery. Annie Leibovitz ha inoltre pubblicato cinque libri di sue fotografie, Photographs, Photographs 1970-1990, American Olympians, Women, e American Music. 

Nel 1998 e ha realizzato il Calendario Pirelli 1999. 

Nel 2008 ha realizzato il calendario Lavazza 2009. Infine è stata scelta come fotografa per il Calendario Pirelli 2016 che vede ritratte 12 donne tra cui Yoko Ono, Tavi Gevinson e Patti Smith. it.wikipedia.org

Annie Leibovitz. Fotografie di una vita, 1990-2005. A cura di Mark Holborn. Traduzione di Valeria Raimondi. Milano, De Agostini, 2009. Dimensione 35×26 cm. Cartonato editoriale con sovraccoperta, pagine numerate 472. Centinaia di riproduzioni fotografiche dell’Artista in bianco e nero e a colori nel testo. In buonissimo stato – lievi tracce d’uso alla sovraccoperta.

Non ho due vite”, scrive Annie Leibovitz nell’introduzione a questa raccolta del suo lavoro dal 1990 al 2005. “Questa è una sola vita, e le foto personali e il lavoro su commissione ne fanno tutti parte”. Ritratti di personaggi noti – Johnny Cash, Nicole Kidman, Mikhail Baryshnikov, Keith Richards, Michael Jordan, Joan Didion, R2-D2, Patti Smith, Nelson Mandela, Jack Nicholson e William Burroughs – appaiono accanto a immagini della famiglia e degli amici della Leibovitz, reportage dell’assedio di Sarajevo nei primi anni Novanta e paesaggi. Le immagini formano la narrazione di una vita ricca di contrasti e continuità. La fotografa ha una lunga relazione che finisce con la malattia e la morte. Racconta le celebrazioni e i dolori della sua grande e robusta famiglia. Ha dei figli suoi. Per tutto il tempo lavora, e il lavoro pubblico risuona con i temi della vita. (Cfr. Seconda di sovraccoperta)


martedì 6 gennaio 2026

Il Sarno è un fiume della Campania

La città di Sarno nasce da un castello longobardo costruito dal duca di Benevento nell'VIII secolo, ed è prima gastaldato, poi contea e infine ducato. Il territorio comunale presenta tuttavia tracce di insediamenti dal neolitico all'epoca romana, abbandonati probabilmente in seguito alla disastrosa eruzione del Vesuvio che aveva distrutto Pompei nel 79 d.C.

La leggenda

Le fonti antiche (Conone) riferiscono il primo insediamento nella valle del Sarno ai mitici Pelasgi, originari del Peloponneso, che avrebbero dato il nome di Sarro al fiume, riprendendolo dal fiume "Saron" della loro terra di origine. I Pelasgi stanziati nella valle avrebbero preso il nome di Sarrasti e avrebbero in seguito fondato la città di Nocera.  Secondo Strabone, invece, i Pelasgi avrebbero occupato la zona dopo gli Osci, i quali, sempre secondo le fonti consultate da Strabone sarebbero succeduti agli Opici e agli Ausoni (già presenti in loco, secondo Polibio e Antioco di Siracusa; Antioco, tuttavia, mostra di considerare Opici e Ausoni un'unica popolazione; né l'uno né, l'altro, almeno nelle citazioni straboniane, parlano dei Pelasgi).

Nel VII libro dell'Eneide di Virgilio, nel quale si racconta della guerra fra Enea e Turno, tra gli eroi e i popoli che si erano uniti ai Rutuli viene citato Ebalo, re di molte genti, tra cui Sarrastes populos et quae rigat aequora Sarnus ("i Sarrasti e delle genti che Sarno irriga").

Storia di Sarno - Wikipedia

Un tempo il Sarno era votato alla pesca, all’irrigazione e al trasporto delle merci e fin dal Medio Evo si ha notizia della esistenza lungo il suo corso di numerosi mulini. Un’altra attività che a lungo ha caratterizzato il fiume, fu quella delle fusare, laghetti artificiali legati alla coltivazione della canapa da cui si ricavava l’omonima fibra tessile. La bassissima pendenza con cui il fiume digrada verso il mare, fa sì che esso accumuli velocemente grandi quantità di sedimenti, ragion per cui fin dal Medio Evo le istituzioni, per impedire esondazioni, provvedevano alla pulizia del fondo del corso d’acqua e alla rimozione della vegetazione lungo gli argini. Un’antica consuetudine voleva che la pulizia fosse eseguita a cura della Città di Sarno, ma col concorso nella spesa anche dei centri di San Valentino, San Marzano, Striano e San Pietro di Scafati. La si realizzava spingendo nelle acque del fiume una mandria di bufale che con gli zoccoli smuovevano il limo del fondale, facilitandone il trascinamento a valle grazie alla corrente.

«continua» 

Racconta il tuo SUD | Quando il fiume era un dio: il Sarno negli scatti di Laura Noviello

Il Sarno è un fiume della Campania che, a dispetto della sua brevità (circa 24 km), può contare su un bacino notevolmente esteso (circa 500 km²).

Se un tempo il fiume era navigabile e pescoso nonché citato da poeti e scrittori nelle loro opere, dal XX secolo è diventato noto per essere considerato da alcuni, insieme ai torrenti Cavaiola e Solofrana (suoi tributari tramite il torrente Alveo Comune Nocerino), il corso d'acqua perenne più inquinato d'Europa. 

Etimologia

«Lodan vostra inclit'opra il Tebro, e l'Arno,

L'Apennin, l'Alpe, il mar d'Adria, e 'l Tirreno;

Ma più che l'acque illustri, e 'l bel terreno,

Il mio Vesevo, il buon Sebeto, e 'l Sarno.»

(Luigi Tansillo])

Giovanni Maria Della Torre, scrittore e ricercatore XVII secolo, citando le opere di altri illustri del passato, scrisse che un tempo il fiume era chiamato Drangone, Dragoncello, Draconte e Draconzio.

Lo storico Servio ha tramandato l'informazione che i primi abitanti della valle furono i Sarrasti, una popolazione pelasgica proveniente dal Peloponneso, e che furono loro a chiamare Sarno il fiume e sé stessi Sarrasti.

Il Sarno, in epoca antica, al pari di altri fiumi più famosi, svolse un ruolo di promotore della civiltà umana e, per questo, fu adorato come un dio. Di esso è stata tramandata un'immagine quasi univoca e facilmente riconoscibile: un vecchio con la barba, seminudo, disteso su un fianco e circondato da piante fluviali (in genere canne e papiri), nell'atto di reggere un vaso da cui sgorga acqua. La più notevole delle rappresentazioni note del dio Sarno è certamente quella esistente in sul cosiddetto Fonte Helvius a Sant'Egidio del Monte Albino.

  • Divinità fluviale personificazione del fiume Sarno; affresco romano da Pompei, Località Moregine, IV stile, 64 d.C.
  • Rappresentazione del dio Sarno; Fonte Helvius, Comune di Sant'Egidio del Monte Albino, I secolo a.C.
  • Il Sarno dopo l'eruzione del 79 d.C.

A seguito dell'eruzione del 79 d.C., buona parte della valle fu ricoperta di materiale vulcanico, il cui spessore variò, in funzione di vari fattori, da pochi centimetri alle decine di metri, ma comunque il risultato fu che sotto quella coltre scomparvero terreni coltivati, case, strade e corsi d'acqua. È probabile che da questo evento il corso del Sarno ne sia uscito fortemente modificato, se non addirittura stravolto tanto è vero che, qualche centinaio di anni dopo e precisamente nel 552, data della battaglia dei Monti Lattari tra il generale bizantino Narsete e il re degli Ostrogoti Teia, del fiume si era perso anche il nome:Il celebre geografo del V° secolo STRABONE, scrisse la seguente frase “IL PORTO DI NOLA,NOCERA,ACERRA, CHE SI TROVA A POMPEI,PRESSO IL FIUME SARNO,RICEVE ANCHE LE MERCI E LE ESPORTA" Prima dell'eruzione del 79 d.c. il fiume SARNO lo definivano come un DIO e lo chiamavano anche DRAGONCELLO.

(italiano)

«Sotto le falde di questo Vesuvio ci sono sorgenti di acqua potabile. E da esse scorre un fiume di nome Dracone, che tocca le vicinanze della città di Nocera. Allora entrambi (gli eserciti) si disposero sulle due rive di questo fiume. Il Dracone ha un alveo piccolo, non attraversabile né dai cavalieri né dai fanti, poiché, pur conducendo il suo corso in uno spazio angusto, scavando la terra molto profondamente da ambo i lati rende le rive come pendenti»

Sarno (fiume) - Wikipedia

  • Johan Christian Dahl - The bridge across Sarno near Castellammare - NG.K&H.B.02597 - National Museum of Art, Architecture and Design
  • Johan Christian Dahl - The bridge across Sarno near Castellammare - NG.K&H.B.02597 - National Museum of Art, Architecture and Design
  • Il fiume Sarno da Striano
  • La foce del fiume Sarno con vista dello scoglio di Rovigliano
  • Ponte sul fiume Sarno in Comune di San Marzano sul Sarno (Salerno)
  • Poggiomarino, fine anni '70. una delle 51 bocca d'irrigamento del Canale Conte Sarno
  • Sorgente del fiume Foce di Sarno
  • Sorgente del Rio Palazzo, uno dei bracci del fiume Sarno
  • Il Rio Palazzo che attraversa il centro di Sarno

Gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti della città di Pompei antica, presso la collina di Civita, alle porte della moderna Pompei, seppellita sotto una coltre di ceneri e lapilli durante l'eruzione del Vesuvio del 79, insieme a Ercolano, Stabia e Oplonti.I ritrovamenti a seguito degli scavi, iniziati per volere di Carlo III di Borbone, sono una delle migliori testimonianze della vita romana, nonché la città meglio conservata di quell'epoca. La maggior parte dei reperti recuperati (oltre a semplici suppellettili di uso quotidiano anche affreschi, mosaici e statue è conservata al museo archeologico nazionale di Napoli, e in piccola quantità anche nell'Antiquarium di Pompei; proprio la notevole quantità di reperti è stata utile per far comprendere gli usi, i costumi, le abitudini alimentari e l'arte della vita di oltre due millenni fa.Nel 2024 gli scavi di Pompei hanno fatto registrare 4 069 377 visitatori. Nel 1997, per preservarne l'integrità, le rovine, gestite dal Parco Archeologico di Pompei, insieme a quelle di Ercolano e Oplonti, sono entrate a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.Scavi archeologici di Pompei - Wikipedia

Pomigliano d’Arco (NA) | “Caivano Dreamin’ – se puoi sognarlo devi farlo” di Fulvio Sacco,

 “Caivano Dreamin’ – se puoi sognarlo devi farlo” di Fulvio Sacco, con l’organizzazione di Nu’Tracks, arriva con il nuovo anno a Pomigliano d’Arco (NA) per l’ultima anteprima sul territorio campano prima del tour in giro per l’Italia. Sabato 10 (ore 20.30) e domenica 11 gennaio 2026 (ore 18.30) lo spettacolo, che porta in scena l’improbabile genesi del Topolino più famoso del mondo, farà tappa nella Colonia Creativa Itaca (Via G. Carducci,7). L’autore esplora il tema delicato dei sogni che restano incompiuti, partendo appunto dalla leggenda secondo la quale Topolino sia nato a Napoli.

Lo spettacolo, che gode del sostegno di IAC centro arti integrate - Matera, Pigrecoemme Scuola di Cinema – Napoli e del supporto morale di tutti quelli che hanno dimenticato il proprio sogno, vedrà in scena gli attori Christian Giroso e Fulvio Sacco. Dopo il successo riscosso da “Cazzimma&Arraggia”, Fulvio Sacco continua a incuriosire nel segno di una scrittura sempre originale.
«Lo ammetto – racconta Fulvio Sacco - non volevo raccontare la storia della bottiglia di anice nata nella provincia di Napoli e arrivata nelle mani di Walt Disney, così come non volevo raccontare che il padre di Mickey Mouse abbia potuto “rubare” il disegno del topo proprio dall’etichetta su questa bottiglia. Quello che mi sembrava interessante invece – tiene a sottolineare l’autore - era partire da questa improbabilità per sviluppare un racconto ironico di come un sogno non potrà mai e poi mai realizzarsi! Perché la cosa sicura non è che Walt Disney ha disegnato Mickey Mouse, la cosa sicura è che solo nelle sue mani avrebbe potuto essere ciò che oggi è. Non è quindi la natura o la materia dei nostri sogni che ci domandiamo in questa storia, ma è il rapporto che noi abbiamo con essi, sia nella loro presenza che nella loro assenza».
Sinossi
È il 25 settembre del 1926 e due improbabili della provincia di Napoli s’imbarcano per Ellis Island, New York. Quello che sanno, è che non hanno nulla se non la speranza, i sogni e delle bottiglie di anice con un topo in pantaloncini corti ritratto sopra. Quello che non sanno invece, è che quello scarabocchio nero, incredibilmente simile al Mickey Mouse che Walt Disney avrebbe creato di lì a poco, cambierà la storia di ogni bambino sulla terra. Al di là della veridicità di questa storia, ciò che davvero conta è il tema universale del sogno e del rapporto quotidiano che ognuno di noi ha con le proprie aspirazioni.
 
Coaching Armando Pirozzi
Scene Fabio Marroncelli
Costumi Nunzia Russo
Progetto sonoro Paky Di Maio
Assistente al Progetto Fabio Andreozzi.
Durata 50’ circa.
 
FULVIO SACCO Nasce a Napoli nel 1987. Si forma, da autodidatta, seguendo vari corsi e laboratori. In teatro debutta a Parigi con Nathalie Garraud, per il progetto della commissione europea Cities on stage nello spettacolo “Revolution(s)” al Teatro Ateliers Berthier. Poi viene diretto da Lucio Allocca come protagonista su testi di Schisgal e Mrozek, Michele Monetta, Mario Gelardi per il Nuovo Teatro Sanità, Pino Carbone per il Progetto Nichel, Anne Berelowich al Teatro Les 3 Pierrots di Parigi per “Natale in casa Cupiello” (tradotto in francese) e altri. Debutta alla regia nel 2019 con “Laura” da Jean Bernard Luc, mentre nel 2021 debutta anche come drammaturgo, insieme ad Armando Pirozzi (Premio UBU 2016/2017), dello spettacolo “cazzimma&arraggia” prodotto e sostenuto dal Teatro Bellini di Napoli, di cui è anche regista e interprete. Al cinema è scelto da Gennaro Nunziante in “Come può uno scoglio” (film distribuito poi su SKY e Amazon prime) e in TV è diretto da Monica Vullo nelle serie RAI “I Bastardi di Pizzofalcone 3” e “Resta con me”.
CHRISTIAN GIROSO Nasce a Napoli nel 1988. Si forma artisticamente nel progetto "Punta Corsara" e diventa co-fondatore della compagnia stessa diretta da Emanuele Valenti. In teatro è anche diretto da Arturo Cirillo in "Fatto di Cronaca" e "Miseria e nobiltà" e da Nathalie Garraud per il progetto della commissione europea Cities on stage, dove debutta al teatro Ateliers Berthier di Parigi con "Revolution(s)". Nel 2011 vince, con la Compagnia Punta Corsara, il premio Ubu come miglior attore under 30. In TV esordisce nella serie “Gomorra” diretta da Stefano Sollima nel ruolo di Carmine il cardillo e prende parte poi, alla serie diretta da Saverio Costanzo “L'amica geniale” nel ruolo di Antonio Cappuccio. Al cinema fa parte del film "Mixed by Erry" di Sidney Sibilla e "Sotto coperta" di Simona Cocozza.  - ITACA - Colonia Creativa