sabato 26 settembre 2026

Napoli | Teatro Serra - “Fuori Asse”. Stagione 2026/27

Dieci anni di vita, undici stagioni, un gemellaggio con il teatro “Turm20” di Linz, in Austria, tanti allievi ammessi nelle principali accademie del Paese – cresciuti con il “Metodo Serra” – formalizzato in un manuale ed un video corso a disposizione degli iscritti al Laboratorio e al centro di una nuova proposta formativa – e altri che hanno scelto di restare e fondare la compagnia “Gli Artatamente” da due anni stabilmente in cartellone. È la storia del Teatro SERRA di Napoli che martedì nella sede di Fuorigrotta, in Via Diocleziano 316, ha presentato la Stagione 2026/27 dal titolo programmatico “Fuori Asse”.

Sedici spettacoli, più un fuori cartellone, fra ottobre a maggio, dal venerdì alla domenica e una proposta che punta a coinvolgere il pubblico, stuzzicandolo anche un po’. Filo conduttore la ricerca di identità in un’epoca di cambiamenti e la ridefinizione di ruoli e destini, a partire da quelli delle donne, come sempre grandi protagoniste.

“Essere ‘Fuori Asse’ per noi significa proporre storie in cui i personaggi attraversano una linea di confine e accogliere autori validi, che affrontano le questioni più urgenti del nostro tempo, ma che non trovano spazio in altri teatri” dicono i Direttori Artistici Pietro Tammaro e Mauro Palumbo.

Novità di quest’anno i ‘Dirty Talks’ sei venerdì extra programmazione regolare tra novembre e aprile – 6 novembre, 11 dicembre, 15 gennaio, 12 febbraio, 26 marzo e 23 aprile – dedicati alla stand-up comedy esplicita e senza filtri di Marco Montecatini, Claudio Fidia e Renato Bisogni.

  • Si comincia ad ottobre con due graditi ritorni: dal 9 all’11 “Confessioni sospese” di Solène Bresciani, con musiche originali e dal vivo di Anthos, dedicato alla poetessa argentina Alfonsina Storni, debutto della versione estesa del monologo vincitore dell’ultimo Premio “Serra-Campi Flegrei” – la prossima finale si svolgerà lunedì 5 ottobre – e 
  • Roberto Azzurro con la sua invettiva d’amore per Napoli “UNALAMPA” dal 16 al 18.
  • A novembre piccoli protagonisti e grandi storie con “LaMente…le” domenica 8 novembre, una denuncia della società del ‘potere’ prodotta dalla Comic Art scritta e diretta da Angelo Perotta in scena con Melania Pellino e Claudia Coraggio. 
  • Si prosegue con “Qui si fa l’Italia” dal 12 al 15, satira sul Risorgimento di Rino Giglio e Mauro Palumbo a cura de “Gli Artatamente”. 
  • Infine “Una fina dopo l’altra” di Georgia de’ Conno, Riccardo Pisani e Pier Paolo Palma nei panni di Carlos Henrique ‘Keiser’ Raposo, il calciatore che non giocò mai pur militando nei massimi campionati (dal 27 al 29).
Il passaggio d’anno regala un caleidoscopio di storie al femminile. 

  • Si comincia nel week-end 4-6 dicembre con “Teresa” storia di una ragazza ai margini che diventa ballerina smarrendo se stessa di e con Piera Saladino per la regia di Luisa Guarro, 
  • dal 18 al 20 dicembre è la volta di “Le Chanteuses” di Roberta Misticone, interprete con la cugina Laura di uno spettacolo sulle vite straordinarie delle cantanti Gilda Mignonette e Ria Rosa. Accompagnamento alla chitarra di Michele Serao. 
  • Dall’8 al 9 gennaio, la tragicommedia “Suite n.2” di Gaia Napoletano e Antonio Basile racconta la storia d’amore tra un’attrice in ascesa e un anonimo direttore tecnico. 
  • In data unica sabato 23 gennaio debutta al Serra, dopo la partecipazione all’ultimo Campania Teatro Festival, “Il panico totale” di Giovanni Meola, con Sara Missaglia nel doppio ruolo di una madre sola e in carriera e di sua figlia.
  • La vita, il destino, la speranza e la fiducia sono i temi de “Le rinascite” di Ambra Curato e Wael Habib sul palco con Alexandra Brett (dal 6 al 7 febbraio), 
  • mentre emigrazione e violenza domestica sono quelli del dramma, ispirato ad una storia vera, “Il delitto del congelatore” di Milena Pugliese con Marco Fandelli (19-21 febbraio).
  • In Primavera riflettori puntati sul rapporto tra individuo e società negli allestimenti “Piperno” storia d’amore tra due donne su fronti opposti, tratto dall’omonimo romanzo di Annarita Ricci (Wojtec Edizioni), con Germana di Marino e Soléne Bresciani in una produzione Itaca Colonia Creativa scritta da Francesco Spiedo e diretta da Simone Somma (da 12 al 14 marzo), 
  • “L’uomo che ride” di Salvatore Catanese con Alessia Panico, Carmine De Luca e Gennaro Guerra esplorazione drammaturgica sul rapporto tra verità interiore e rappresentazione esterna (dal 19 al 21 marzo), 
  • “Idillio lagunare” indagine estetica ispirata a Thomas Mann e Rainer W. Fassbinder di Marco Sgamato con Sara Missaglia, Michela Esposito, Chiara Pirozzi e Roberta Astuti (dal 2 al 4 aprile) e 
  • “La busta” parabola sull’arbitrio del potere, con echi di Kafka, Beckett e Pinter del drammaturgo Spiro Scimone, con Pietro Tammaro, Federico Siano e Leonardo Noto, regia di João Oliveira Santos (dal 16 al 18 aprile).
La musica protagonista dell’ultimo scorcio di stagione con

  • l’omaggio a Domenico Modugno di Carmine De Luca “Questa è la mia vita” (dal 7 al 9 maggio) e 
  • “Stella Maris” di Valerio Bruner canzoni e letture su Napoli, oltre li stereotipi (dal 14 al 16 maggio).

Le stanze di lavanda. Il romanzo di un'infanzia armena di Ondine Khayat

  • Le stanze di lavanda. Il romanzo di un'infanzia armena di Ondine Khayat
  • Editore:Piemme
  • Collana:Bestseller
  • Traduttore:Lanterna P.
  • Data di Pubblicazione:settembre 2010
  • EAN:9788856615173
  • ISBN:8856615177
  • Pagine:281
  • Formato:brossura . 
«Vivevamo a Marache, in Turchia, al confine con la Siria. È lì che sono venuta al mondo nel 1901. Mio nonno, Joseph Kerkorian, era armeno. Un uomo importante e saggio, solido come una roccia. Se, dopo l’inferno che ho conosciuto, dentro di me è rimasta una particella di fiducia nell’umanità, è grazie a lui. Avevamo una casa magnifica, e un immenso giardino dai fiori di mille colori. Sono stata amata da mio padre, dalla mamma dai baci di lavanda, dalla sorellina Marie, dal mio impetuoso fratello Pierre e da Prescott, il nostro gatto armeno con un nome da lord inglese. E da Gil, il piccolo orfano ribelle che un giorno, sotto il salice piangente, mi ha dato il mio primo bacio. Erano giorni immensi, eppure non potevano contenerci tutti. Nell’aprile 1915, il governo turco ha preso la decisione che ha precipitato le nostre vite nell’orrore: gli armeni dovevano sparire.»
La storia viene raccontata in prima persona da Louise, una bambina armena che vive la sua infanzia in una grande casa assieme alla sua amata (e amabile) famiglia, una famiglia dove tutti vanno d’amore e d’accordo e sono tutti felici e benestanti. L’infanzia di Louise prende una piega decisamente amara quando nel 1917 i turchi (all’epoca c’era ancora l’Impero Ottomano e l’Armenia come Stato non esisteva ancora, ma gli armeni erano una minoranza all’interno dell’Impero) i turchi decidono di eliminare tutti gli armeni. Così Louise assiste al massacro della sua famiglia, ma riesce a fuggire assieme alla delicatissima sorellina Marie; iniziano mesi difficili, dove lei signorina borghese e viziata si ritrova in mezzo ai campi profughi, a diretto contatto con la violenza e la morte. Louise e Marie finiscono in collegio ad Aleppo, dove la vita è durissima ma certamente meglio che il campo profughi. Le amarezze della vita però per Louise non sono finite, perché sembra quasi che una maledizione le porti via tutto ciò al quale lei si affeziona.
Ondine Khayat è nata nel 1974 da madre francese e padre armeno. Attualmente vive a Parigi, dove collabora con varie ong per la realizzazione di progetti umanitari. Le stanze della lavanda, suo primo romanzo, racconta le memorie della nonna armena.
Lucine ha quattordici anni quando il 24 aprile 1915, per ordine del Ministro dell’Interno del governo turco, Talaat Pacha, circa seicentomila intellettuali sono arrestati a Istanbul e un mese dopo, il 27 maggio, viene promulgata la “ legge provvisoria di deportazione” che stabilisce il quadro regolamentare dei massacri e della spoliazione delle vittime.
Mai, sognando il suo futuro, avrebbe immaginato di perdere le persone che ama nel giro di una notte, quella in cui la sua casa è data alle fiamme e solo lei e la piccola Marie scampano al rogo.
Quella mattina, scortati dai gendarmi, sotto il sole cocente, senza acqua né cibo, gli armeni di Marache si mettono in marcia, le due bambine sono tra loro…
Seguirono sputi e insulti. Il mio corpo non era che una conchiglia svuotata, rigettata sulla riva dalla furia del mare.
Dopo quattro mesi le due bambine giungono ad Aleppo, dove raccolte da un prete vengono sistemate in un collegio.
La piccola Marie sceglierà il convento, Lucine, che ha avuto salva la vita, rimarrà per molti anni incapace di amare, riversa su quella strada polverosa.
Lentamente e con il cuore pietrificato Lucine ricomincerà a scrivere, prima per gli altri e poi per sé. Lucine, Luna, Estrella, Aurora, Joraya … ci vorranno cinque generazioni per sentire di nuovo nell’aria il profumo della lavanda …

mercoledì 23 settembre 2026

Procida Film Festival 2026

Il cinema sbarca a Procida dal 23 al 27 settembre con «Procida Film Festival 2026», la rassegna gemellata con «Locarno Film Festival», sotto la direzione artistica di Francesco Della Calce e la conduzione di Miriam Candurro, Camilla Ferranti, Romina Mondello e Pino Strabioli alla sala cinematografica Procida Hall con proiezioni, spettacoli, numerosi omaggi a grandi nomi del cinema ed il premio al miglior cortometraggio tra i 23 in concorso, la retrospettiva «Pane, Ammore e Libertà» dedicata a Nino D’Angelo ai Giardini di Elsa e le masterclass all’ITS Academy Bact di Napoli. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti fino ad esaurimento posti.

Tra gli ospiti attesi: mercoledì 23 alle ore 19.00 Paola e Michelangelo De Crescenzo e Massimiliano Pazzaglia condivideranno dei ricordi dei padri Luciano De Crescenzo e Riccardo Pazzaglia; giovedì 24 settembre alle 20.00 Nicola Prosatore accompagnerà il suo film «Piano piano» insieme a Giovanni Ludeno, e alle 21.00 Steve Della Casa parlerà del documentario «Juso per ferie» di Karen Di Porto; venerdì 25 settembre alle 19.30 Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo rifletteranno su identità e territorio attraverso il loro lavoro al Teatro Nest; sabato 26 settembre alle 19.00 Alessandro Bencivenga parlerà del suo film«L’invisibile filo rosso» insieme ai protagonisti Lello Arena e Alfredo Cozzolino, e alle 21.15 Nino D’Angeloincontrerà il pubblico insieme al figlio e regista Toni D’Angelo dopo la proiezione di «Nino. 18 giorni», a seguire il concerto di Marco Zurzolo; domenica 27 settembre alle 18.00 Massimiliano Gallo parlerà della sua opera prima «La salita» ed annuncerà il cortometraggio vincitore come presidente della giuria composta dagli attori Lello Arena, Angela Fontana, Alessia Santini, Flora Contrafatto, Gianluca Di Gennaro, e dai giornalisti e critici cinematografici Valerio Caprara, Franco Dassisti ed Alberto Castellano.

Programma completo «Procida Film Festival»

–       Mercoledì 23 Settembre

10:30 – 13:00 – ITS Academy Bact – Napoli, Piazza Bovio n. 33

Masterclass: Elsa Morante e il cinema delle donne con Alfonso Tramontano Guerritore

17:00 – Sala cinematografica Procida Hall 

Apertura Festival – Brindisi di benvenuto con le attrici Miriam Candurro e Romina Mondello

 

17:30 – Proiezione dei cortometraggi in concorso

19:00 – “Dottò, scusate ma che è successo?”

Luciano De Crescenzo raccontato da Paola e Michelangelo De Crescenzo

Presentazione del libro “Chi non muore si rivede” (Mondadori)

Modera Ciro Pellegrino (capo cronaca Napoli – Fanpage)

 

19:30 – Proiezione dei corti fuori concorso

 “‘A seggia” di Gianni Ippoliti (Il conduttore e autore televisivo Rai introdurrà l’opera)

“Angeli” di Domenico Ciruzzi con Tonino Taiuti, Antonella Stefanucci e Riccardo Zinna

Omaggio a Tiziana Appetito presidente dell’Archivio Enrico Appetito di Roma

Omaggio ai Teatri Uniti con il fondatore Angelo Curti, produttore cinematografico, e con Costanza Boccardi, casting director

Omaggio a Giordana Moltedo, regista e sceneggiatrice per “Mater Procida”

 

20:00 – “Ascoltami”

Spettacolo di e con Milena Mancini, regia di Vinicio Marchioni

 

20.30 – Proiezione del film “Popcorn e patatine” (1985) di Mariano Laurenti

 

20:30 – Giardini di Elsa – “Pane, Ammore e Libertà”

Retrospettiva dedicata al cantante e attore Nino D’Angelo

–       Giovedì 24 settembre

 

10:30 – 13:00 – ITS Academy Bact – Napoli, Piazza Bovio n. 33

Masterclass: Il cinema & Napoli con Marco Guarella

11:00 – Sala cinematografica Procida Hall – “Locarno a Procida”
Proiezione speciale del film “Piano piano” di Nicola Prosatore

17:00 – Sala cinematografica Procida Hall – Proiezione dei cortometraggi in concorso

18:30 – Sala cinematografica Procida Hall – Proiezione dei cortometraggi fuori concorso
Giffoni Innovation Hub: “Il compleanno di Ciro” (2025) di Marta Esposito
“A domani” (2025) di Emanuele Vicorito

19:30 – Sala cinematografica Procida Hall – Omaggio a Anna Camerlingo, fotografa di scena di Marco Bellocchio

20:00 – Sala cinematografica Procida Hall
Napoli vista da Napoli – Talk con il regista Nicola Prosatore e l’attore Giovanni Ludeno
Napoli vista da Roma – Talk con l’attrice Milena Mancini
Napoli vista da Napoli – Talk con il regista, sceneggiatore e scrittore Francesco Patierno, che racconta il suo Cinema da “Pater Familias” ai grandi documentari come “Naples ‘44” e “Diva!”

21.00 – Sala cinematografica Procida Hall
Proiezione del documentario “Juso per ferie” (2026) diretto da Karen Di Porto
Introdotto dalla regista e dallo sceneggiatore Steve Della Casa 

20.30 – Giardini di Elsa – “Pane, Ammore e Libertà”
Retrospettiva dedicata al cantante e attore Nino D’Angelo

20.30 – Sala cinematografica Procida Hall

Proiezione del film “Il cuore altrove” (2003) di Pupi Avati

 

–       Venerdì 25 settembre

11.00 – Sala cinematografica Procida Hall – “Locarno a Procida”
Proiezione speciale del film “Gioia mia” (2025) di Margherita Spampinato, premio speciale della Giuria

12.00 – Sala cinematografica Procida Hall – “Silent Cinema, i film da ascoltare”
Talk con l’attore e sceneggiatore Corrado Ardone

17.00 – Sala cinematografica Procida Hall 

Proiezione dei cortometraggi in concorso

18.30 – Sala cinematografica Procida Hall
“Feeling. Pino Daniele”, spettacolo di e con Gianni Valentino

19.30 – Sala cinematografica Procida Hall
Napoli vista da Napoli – Identità e Territorio: Nest e SuperNest, Talk con gli attori Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo 

20.00 – Sala cinematografica Procida Hall
Proiezione del film “Era” (2026) diretto da Vincenzo Marra 

20.30 – Giardini di Elsa – “Pane, Ammore e Libertà”
Retrospettiva dedicata al cantante e attore Nino D’Angelo 

Proiezione del film “Giuro che ti amo” (1986) di Nino D’Angelo

–       Sabato 26 settembre

 

17.00 – Sala cinematografica Procida Hall

Proiezione dei cortometraggi in concorso

18.30 – Sala cinematografica Procida Hall
Napoli vista da Napoli – L’eredità di Luisa Conte e Dolores Palumbo, talk con l’attrice Rosalia Porcaro

19.00 – Sala cinematografica Procida Hall
Proiezione del film “Invisibile filo rosso”
A seguire, talk con gli attori Lello Arena, Alfredo Cozzolino ed il regista Alessandro Bencivenga 

21.15 – Sala cinematografica Procida Hall
Proiezione del docufilm “Nino. 18 giorni” di Toni D’Angelo
Talk con il regista, lo sceneggiatore Roberto Moliterni e il protagonista Nino D’Angelo

Omaggio al Maestro a cura di Marco Zurzolo

 

–       Domenica 27 settembre

12.00 – Sala cinematografica Procida Hall
“CineMoi”: Michela Mancusi, direttrice di CineMoi racconta la rivista e anticipa il prossimo numero dedicato al Procida Film Festival

17.00 – Sala cinematografica Procida Hall
Presentazione del libro “La meccanica delle ragazze” (Colonnese Editore) di Raffaella Ferrè

17.30 – Sala cinematografica Procida Hall
Proiezione del cortometraggio “Una storia identitaria di Procida” di Maurizio Scotto di Santolo, a cura degli allievi del corso di cinema dell’ITS Academy Bact

18.15 – Sala cinematografica Procida Hall
Proclamazione dei cortometraggi vincitori del Procida Film Festival 2026

 18.00 – Sala cinematografica Procida Hall
Proiezione del film “La salita” (2025) diretto da Massimiliano Gallo
A seguire, talk con il regista

20.00 – Sala cinematografica Procida Hall

Omaggio a Maddalena Stornaiuolo, fondatrice della scuola di recitazione “La Scugnizzeria”

Omaggio a Pierpaolo Sepe, direttore artistico del Teatro Trianon Viviani di Napoli 

Omaggio a Gianluca Ansanelli, regista e sceneggiatore per la capacità di giocare coi luoghi comuni della Commedia senza oleografie di ritorno

Omaggio a Gianni Fiorito, fotografo di scena di Paolo Sorrentino

Omaggio a Yvonne De Rosa, direttrice dei Magazzini Fotografici

Omaggio a Edgardo Pistone per l’esordio alla regia di “Ciao bambino”

Omaggio a Gianluca Di Gennaro, “attor giovane” con oltre vent’anni di carriera e interprete   in “Scherzetto” di Mario Martone 

Omaggio a Orlando Cinque, candidato ai David di Donatello 2026 come migliore attore non protagonista per il film “La grazia” di Paolo Sorrentino

Omaggio ai produttori Andrea e Alessandro Cannavale per il successo di pubblico e critica inerente alle ultime produzioni che spaziano tra Cinema d’autore e Commedia

Omaggio musicale a Peppino Di Capri con la cantante Francesca Curti Giardina

lunedì 7 settembre 2026

Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia | Nino - Un film su Nino Rota

Verrà presentato l’11 settembre (h. 14.45, Sala Grande) nella sezione Open dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Nino - Un film su Nino Rota, il nuovo film documentario di Walter Fasano dedicato al genio musicale che ha segnato la storia del cinema e primo compositore italiano a vincere il Premio Oscar per la Miglior Colonna Sonora e narrato dal celebre musicista e cantautore Sting.

Una produzione Be Water Film, Sugar Play, Adler Entertainment e I Diavoli, in collaborazione con Rai Documentari. Prodotto da Mattia Guerra per Be Water Film, Filippo Sugar ed Elisabetta Biganzoli per Sugar Play, Marco Colombo per Adler Entertainment, e con Marco Morabito e Walter Fasano.

Con il contributo del MIC-DGCA Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo e con il contributo di Apulia Film Fund di Apulia Film Commission e Regione Puglia.

Nino - Un film su Nino Rota, ovvero vita ed opere di Nino Rota: ritratto cinematografico che nei modi di un racconto libero cerca di rivelare i nessi, privati e di senso, della vita del grande compositore del secolo scorso.

Fotografie e materiali d’archivio vengono reinventati e messi in relazione con gli interventi degli intervistati, tra cui il regista Park Chan-Wook, il compositore Premio Oscar Alexandre Desplat e Caterina D’Amico, testimone in prima persona dell’amicizia tra Nino e sua madre Suso, la più grande sceneggiatrice italiana.

Nato a Milano all’inizio del Novecento, bambino prodigio in virtù di innati talenti musicali, Nino diede vita ad una straordinaria produzione classico-operistica ed incontrò il cinema molto presto, negli Anni Trenta, arrivando a comporre centocinquanta colonne sonore per Luchino Visconti (“Il Gattopardo”, “Rocco e i Suoi Fratelli”), Franco Zeffirelli (“Romeo e Giulietta”), e naturalmente tutto Federico Fellini: dallo “Sceicco Bianco” a “Prova d’Orchestra”, passando per “La Strada”, “Le Notti di Cabiria”, “La Dolce Vita”, “8 e 1⁄2” ed “Amarcord”. Musicò “Il Padrino” ed “Il Padrino Parte II” di Francis Ford Coppola, vincendo con quest’ultimo il Premio Oscar per la Colonna Sonora Originale.

Il direttore d’orchestra ed arrangiatore, vincitore di sette Grammy Awards, Vince Mendoza dirige nel film un grande concerto nell’Auditorium che porta il nome di Rota a Bari, all’interno del Conservatorio da lui diretto per quasi trent’anni.

Può sorprendere sapere che in vita Rota non ebbe un buon rapporto con la critica musicale: il suo rispetto e trasporto per la musica del passato mal si addiceva a tempi in cui l’avanguardia richiedeva di contestare le forme della tradizione. Adesso Nino riprende il posto che gli compete, accanto ai massimi compositori del Novecento.

“La musica di Nino Rota è talmente straordinaria che farne un film è un gesto semplice: è sufficiente fare spazio alla musica”, racconta Walter Fasano. “Ricostruirne la vita vuol dire raccontare un uomo immerso nella musica e devoto ad essa: cordiale ma riservato, notoriamente svagato quanto fermo nelle proprie convinzioni. Un uomo a tratti inafferrabile nella sua essenza, di grande profondità, che tramite la musica ha cercato di esprimere la bellezza della vita e l’importanza di un costante anelito di crescita e consapevolezza personale”.

Con Nino - Un film su Nino Rota, Walter Fasano restituisce il ritratto di un uomo e di un artista che ha attraversato il Novecento, facendo della musica un linguaggio capace di legarsi indissolubilmente alle immagini e di imprimersi nella memoria collettiva. - CAM Sugar

venerdì 4 settembre 2026

Amalfi in Jazz: Shablo e Gegè Telesforo chiudono la stagione degli eventi estivi

Ritorna in veste settembrina la rassegna "Amalfi in Jazz” in programma nella cornice di Piazza Duomo con due appuntamenti potenti e raffinati al tempo stesso. Collocata strategicamente quest’anno nella seconda settimana di settembre, la rassegna contaminerà per due sere il salotto principale della Città che nei mesi immediatamente successivi a quelli clou dell’estate vede un incremento sempre maggiore del turismo internazionale.

Gli eventi, inseriti nel più ampio palinsesto di “Amalfi Summer Fest” promosso dal Comune di Amalfi guidato dal Sindaco Daniele Milano e curato dall’Assessora alla Cultura e agli Eventi, Enza Cobalto trasformeranno anche stavolta Piazza Duomo in un grande anfiteatro sotto le stelle con la facciata della Cattedrale di S. Andrea e il monumentale campanile a fare da scenografia naturale.

Si parte martedì 8 settembre 2026 (ore 22) con live che parte dal jazz — matrice di tutta la musica black — per attraversare rap, soul, R&B e funk, senza mai dividere i generi ma fondendoli in un unico suono. Protagonista sarà Shablo con il suo Street Jazz Tour che porterà ad Amalfi un progetto straordinario che abbatte i confini tra i generi. In Piazza Duomo il sound della strada incontrerà la raffinatezza del jazz in un evento unico ed esclusivo. Accompagnato da musicisti jazz di altissimo livello, Shablo darà vita a un dialogo affascinante tra campionamenti urban, groove elettronici e calde atmosfere jazz attraverso la lente dell'improvvisazione. Uno spettacolo magnetico, travolgente ed eclettico, capace di ridefinire i confini della musica dal vivo e che affonda le radici nel sound americano degli anni '90 e 2000 riportandolo al presente con l'identità unica di uno degli artisti più visionari della scena italiana. Questo progetto del produttore italo-argentino, che ha ridefinito la scena urban italiana, vedrà la partecipazione straordinaria di Tormento e Joshua, già con lui sul palco di Sanremo e di Mimì, la giovanissima e talentuosa vincitrice della scorsa edizione di X Factor.

La grande musica in Piazza Duomo tornerà venerdì 11 settembre 2026 (ore 22) con Gegè Telesforo che si presenterà al pubblico con il suo Jazz Radio, un innovativo show che unisce la magia del live all’intimità di un talk show radiofonico. L'artista, accompagnato dalla sua super band, inviterà il pubblico a entrare nel suo mondo, trasformando il palco in un set ibrido, a metà tra uno studio di registrazione e uno studio radiofonico. Un'esperienza immersiva e coinvolgente, dove il pubblico non sarà soltanto un semplice spettatore, ma un ospite d'onore.

GeGè Telesforo, con la sua esperienza da “showman” e la sua profonda conoscenza della musica, guiderà gli spettatori, dai piedi della maestosa Cattedrale di Amalfi, in un viaggio sonoro attraverso il jazz, raccontando aneddoti e condividendo la sua passione in modo coinvolgente. Con Gegè Telesforo alla voce e alle percussioni, ci saranno Vittorio Solimene al piano, Francesco Fratini alla tromba, Lorenzo Simoni al sax, Giulio Scianatico al basso e Valerio Vantaggio alla batteria.

Tutti gli eventi di Amalfi Summer Fest sono ad ingresso gratuito.

 Informazioni sempre aggiornate sul portale di destinazione Visit Amalfi www.visitamalfi.info

venerdì 28 agosto 2026

Avellino | Gusto d’Italia Gusto Divino | Dal 17 al 20 settembre 2026

Eventi, food e spettacoli per un viaggio sensoriale nel cuore della città. Dal 17 al 20 settembre, dalle ore 10 a mezzanotte su Corso Vittorio Emanuele.

4 giorni per un intenso viaggio sensoriale nel mondo del vino, delle tipicità e delle tradizioni irpine. È partito il conto alla rovescia per Gusto d’Italia Gusto Divino, il nuovo format dell’Associazione Italia Eventi, che prenderà il via ad Avellino giovedì 17 settembre.

Su Corso Vittorio Emanuele, nei pressi della Villa Comunale, produttori ed esperti del settore vitivinicolo si ritroveranno per quella che si preannuncia una festa aperta al grande pubblico, ma anche un’occasione per conoscere meglio un prodotto che caratterizza da sempre questo territorio.

Tanti gli ingredienti che comporranno un programma pieno di soprese: convegni, incontri, masterclass, degustazioni. Ogni appuntamento parlerà di identità e di territorio, raccontando il valore di un prodotto che in Irpinia diventa eccellenza, segnando la sua economia e la sua cultura.

Gusto d’Italia Gusto Divino è ad ingresso libero e gratuito, aperto tutti i giorni dalle ore 10 fino a mezzanotte. L’evento è organizzato in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, la Scuola Enologica De Sanctis di Avellino e l’Associazione Cuochi Avellinesi, è patrocinato dal Comune di Avellino e dall’UNOE Unione Nazionale Organizzatori di Eventi.

L’Irpinia è una delle pochissime aree italiane con 3 DOCG concentrate in una sola provincia – Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi – ed è tra i territori con la tradizione vitivinicola più antica e strutturata del Sud Italia. Lo dimostra la presenza della prestigiosa Scuola Enologica di Avellino: uno dei poli formativi storici del Mezzogiorno. Un istituto che ha accompagnato la crescita delle DOCG irpine formando generazioni di tecnici, agronomi ed enologi capaci di coniugare tradizione viticola e innovazione di cantina. Un presidio culturale che ha contribuito in modo decisivo all’identità moderna del territorio. Dal 2003 la presenza del Consorzio Tutela Vini d’Irpinia ha rafforzato il ruolo di questo territorio nel panorama nazionale e internazionale, andando a sostenere e a tutelare le produzioni a denominazione.

“Stiamo lavorando con grande entusiasmo a questo nuovo format dedicato al mondo del vino, l’Irpinia è una terra straordinaria che ci ha regalato e ci regalerà vini di grandissimo respiro. Ecco perché abbiamo sentito l’esigenza di creare un momento di confronto e di scoperta ad Avellino. Abbiamo finora trovato partner prestigiosi ed entusiasti, il che ci riempie di orgoglio. Invitiamo le aziende del territorio a contattarci, stiamo definendo gli ultimi dettagli e c’è sempre posto per altre eccellenze, nuove energie ed idee”, spiega il presidente dell’Associazione Italia Eventi Giuseppe Lupo.

Accanto al mercatino di tipici e di artigianato di Gusto Italia e all’area destinata ai vini, immancabile un’area food che proporrà eccellenze e tipicità irpine, perfette da abbinare alle innumerevoli etichette che si racconteranno a pochi passi dalla Villa Comunale.

L’Associazione Cuochi Avellinesi sarà, difatti, protagonista di show cooking e salotti gastronomici, gratuiti ed aperti al pubblico come l’intera manifestazione, in cui poter approfondire la conoscenza della cucina locale e apprendere le tecniche dei maestri.

Tutti i giorni, in diversi orari, sarà possibile godere degli spettacoli dal vivo di Pulcinella e i burattini, firmati dal maestro Mauro Apicella del Teatro Nazionale di Burattini. Nel programma non mancheranno musica live, tradizionale e non, concerti e dj set

martedì 25 agosto 2026

Tutto pronto per il Capodanno Bizantino

L’antico Ducato di Amalfi è pronto a rievocare la sua storia. Con uno straordinario salto in quel glorioso passato durante il quale, da regina dei mari ricca e intrepida, seppe tessere rapporti commerciali con l'Oriente, aprire fondachi e commercializzare spezie e broccati. Solcando quel mare che per gli amalfitani ha sempre unito e mai diviso.
Comincia il conto alla rovescia per il Capodanno Bizantino, evento ormai consolidato che trae spunto dall'eminenza politica delle civitates per offrire un carnet di appuntamenti che faranno da cornice alla proclamazione del nuovo Magister di Civiltà Amalfitana, titolo che sarà assegnato quest’anno allo chef Enrico Cosentino.
L’evento, che si svolgerà tra Amalfi e Atrani dal 31 agosto al 2 settembre 2026, intende rievocare l'inizio dell'anno fiscale e giuridico nell'epoca dell’Impero d’Oriente, data questa (1 settembre) che coincideva con la nomina dei Duchi d’Amalfi.
  • Il programma della manifestazione si apre lunedì 31 agosto 2026 (ore 19) presso il Largo Duca Piccolomini con la tavola rotonda dal tema “Memoria, identità e patrimonio culturale della cucina amalfitana”. Gli interventi dello storico dell’arte Giovanni Camelia, del medievalista Giuseppe Gargano, di Antonio Dipino, chef-patron del ristorante La Caravella, e del giornalista Antonino Siniscalchi, offriranno un momento di profonda riscoperta delle radici storiche delle aree ricadenti all’interno del territorio ducale e nel corso del quale la cultura incontrerà l'eccellenza enogastronomica con la sua storia e i grandi maestri che hanno reso immortale la cucina di Amalfi nel mondo.
A seguire (ore 20) l'intervista pubblica al Magister di Civiltà Amalfitana, Enrico Cosentino, lo chef che figura tra gli artefici del successo della cucina campana nel mondo, si racconterà alla platea. Sollecitato dal giornalista Mario Amodio, parlerà delle sue origini amalfitane e del lungo lavoro nelle principali cucine di grandi alberghi e ristoranti gourmet, così come del suo straordinario rapporto con i giovani cuochi ai quali nella sua ultracinquantennale carriera ha trasferito metodi e conoscenze dell’arte culinaria. Ma soprattutto una delle storie più avvincenti ed entusiasmanti del nostro Paese a cui negli anni anche autorevoli format televisivi hanno dedicato la loro attenzione: l’invenzione degli “Scialatielli”.
  • Il clou della manifestazione è in programma nel pomeriggio del 1° settembre 2026 quando il Corteo si dispiegherà da Amalfi ad Atrani e lì si celebrerà l'investitura del Magister di Civiltà Amalfitana, titolo dedicato quest’anno alla figura di Ezio Falcone autentico archeologo del gusto che con i suoi studi ha consentito di riportare alla luce usi, ricette e costumi delle cucine conventuali così come di quelle domestiche in epoca non solo medievale, attraverso cui si rievoca un'importante pagina di storia amalfitana.
Il 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica, vedeva l'inizio dell'anno fiscale e giuridico nei territori dell'impero d’Oriente. Una prassi in voga dall'839, anno di nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l'istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d'Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino al periodo borbonico.
Ad aprire la rievocazione saranno gli Sbandieratori e Musici Città Regia che alle 18.30, si esibiranno in Piazza Duomo. Prima cioè della sfilata dell’imponente Corteo Storico, ancor più ricco di quello che si ammira in occasione della Regata Storica, lungo il percorso che da Amalfi porta al sagrato della Cappella San Salvatore de' Birecto ad Atrani, dove ha luogo la cerimonia di investitura del Magister di Civiltà Amalfitana. Il suggestivo Corteo Storico rievocativo, con oltre 100 figuranti in costume d’epoca, farà da cornice come sempre alla cerimonia di investitura, con l’affascinante rito medievale ispirato all'incoronazione dei Duchi di Amalfi, suggellato dalla presenza dell’Arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni, monsignor Orazio Soricelli e dei Sindaci di Amalfi e Atrani, Daniele Milano e Michele Siravo. Al termine del Corteo, il Magister raggiungerà il suggestivo atrio della Cattedrale di S. Andrea ad Amalfi per un saluto alla cittadinanza e agli ospiti.

Il gran finale del XXVI edizione del Capodanno Bizantino è invece per mercoledì 2 Settembre 2026 nella nuova Piazza Municipio di Amalfi. Qui, Tosca, una delle voci più intense e raffinate della scena italiana, porterà alle ore 21.30 un progetto straordinario, intimo e potente dal titolo “Le Feminæ si fanno aspettare” nel corso del quale l’artista intreccerà un racconto musicale ed emozionale con cui intende celebrare la forza, la grazia e la determinazione delle donne. Attraverso canzoni, parole e melodie dal mondo, lo spettacolo di Tosca si annuncia come un viaggio poetico e civile, un omaggio all'universo femminile capace di incantare, commuovere e far riflettere. Ad accompagnarla, un quartetto d’eccezione con Giovanna Famulari al violoncello e pianoforte, Massimo De Lorenzi alla chitarra e Luca Scorziello alla batteria.

Tutti gli eventi del Capodanno Bizantino sono a ingresso gratuito.

INFO: aggiornamenti e maggiori informazioni sugli eventi saranno sempre disponibili sul sito e sui canali social del Comune di Amalfi e di VisitAmalfi.info (http://visitamalfi.info/); la disponibilità di posti auto nei parcheggi pubblici è consultabile in tempo reale suInfo Parking Amalfi (https://www.infoparkingamalfi.com/tabs/tab2).

LA STORIA DEL CAPODANNO BIZANTINO

Il Capodanno Bizantino è organizzato dal Comune di Amalfi in collaborazione con il Comune di Atrani ed il Centro di Cultura e Storia Amalfitana.

Nato da un'idea del medievalista amalfitano Giuseppe Gargano intorno al 1980, il Capodanno Bizantino si incentra sulla rievocazione dell'inizio dell'anno fiscale e giuridico nei territori dell'impero d'Oriente, che corrispondeva al 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites, cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica.

Una prassi in voga dall'anno 839, nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l'istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d'Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino all’epoca borbonica.

Fin dalla sua fase progettuale, la manifestazione ha coinvolto i Comuni di Amalfi e di Atrani, le uniche civitates della Repubblica Amalfitana almeno sino alla metà dell’XI secolo; teatro principale della rievocazione, la Chiesa del S. Salvatore de Birecto di Atrani, cappella palatina e sede dell'incoronazione dei duchi di Amalfi, quindi luogo di pubbliche assemblee dei sindaci delle Università.

La prima edizione del Capodanno Bizantino si è svolta nel 1999 ed è proseguita fino ad oggi con una pausa tra il 2008 e il 2010, che ha segnato un cambio di passo e una svolta nella sua storia. Se nei primi anni, infatti, il focus della manifestazione era incentrato sui temi del diritto e della giurisprudenza, con il clou nell'assegnazione del titolo di “Duca di Amalfi – Maestro del Diritto" a nomi di spicco del mondo della giurisprudenza, tra cui Giovanni Conso e Paolo Grossi. Nel 2011 la manifestazione venne ripresa quale rievocazione storica, senza l’attribuzione di riconoscimenti. Dal 2012 si è deciso di allargare il campo alle personalità che hanno dato lustro alla storia della nazione amalfitana con l'investitura del "Magister di Civiltà Amalfitana". - Comune di Amalfi