domenica 11 gennaio 2026

Anna-Lou Leibovitz, detta Annie fotografa statunitense.

Anna-Lou Leibovitz, detta Annie è una fotografa statunitense.

Ritrattista affermata, Leibovitz ha uno stile caratterizzato dalla stretta collaborazione tra fotografo e modello.

Di discendenze ebraiche, Annie Leibovitz nasce a Waterbury, nel Connecticut, terza di sei figli. Suo padre era un ufficiale dell'Aeronautica USA, e molto spesso doveva spostarsi per seguire diversi incarichi, questo portò Anne a numerosi trasferimenti e ad un'infanzia molto movimentata tra una base militare e l'altra. Durante uno di questi viaggi, la Leibovitz scopre la fotografia e si appassiona fin da subito. La madre di Annie, invece, è un'istruttrice di danza classica, ed è proprio l'influenza di questa figura che trasmetterà alla fotografa l'amore per l'arte in generale e per il bello. La donna era solita documentare la vita della famiglia, producendo filmati ricordo e scattando diverse fotografie.

Le prime foto scattate da Annie sono state scattate nella base militare delle Filippine, dove il padre era impegnato nella guerra del Vietnam. Questa esperienza e il contatto con la guerra nei primi anni di vita segneranno non solo la personalità della Leibovitz ma anche il suo lavoro e le sue convinzioni future. Crescendo e rientrando negli Stati Uniti la ragazza rifiuterà il mondo in cui è cresciuta per dedicarsi al suo opposto: l'arte, al punto da intraprendere un corso di pittura, per poi proseguire gli studi universitari presso l’Istituto d’Arte di San Francisco. La fotografia continua ad essere una passione, portata avanti in parallelo a tutte le altre questioni della sua vita. Grazie ai suoi studi conosce i celebri fotografi Robert Frank ed Henri Cartier Bresson, si appassiona sempre di più all'arte della fotografia e ne apprende le varie tecniche ed i segreti del mestiere, decidendo di farla diventare la sua strada e abbandonando il corso di pittura.

Nei primi anni dopo gli studi, Annie Leibovitz inizia diverse collaborazioni saltuarie con riviste minori, venendo però sempre più apprezzata per il suo approccio alla fotografia e per la qualità degli scatti. Fin da subito si specializza nei soggetti umani, ritratti per lo più, e inizia a ritagliarsi una buona fetta di popolarità. Nel 1969 si reca nel kibbutz israeliano Amir, per documentare la vita dei volontari, creando così il portfolio che le permetterà di fare il salto e approdare alla rivista Rolling Stone. Terrà questo impiego per 13 anni, dal 1970 al 1983, in cui affinerà la sua tecnica e produrrà scatti sempre più ricercati e riconoscibili, accrescendo la sua fama e popolarità. Celebre la copertina con Meryl Streep che sembra staccarsi un viso particolarmente plastico.

Nel 1975, occupò il ruolo di fotografa della tournée di concerti del gruppo rock dei The Rolling Stones, voluta e assoldata dalla band stessa. Negli anni 1980 la Leibovitz fotografò delle celebrità per una campagna pubblicitaria internazionale della American Express. Dal 1983 ha lavorato come fotografa ritrattista per Vanity Fair. Nel 1990 viene premiata col Infinity Awards per la Applied photography. Nel 1991 ha tenuto un'esposizione alla National Portrait Gallery. Annie Leibovitz ha inoltre pubblicato cinque libri di sue fotografie, Photographs, Photographs 1970-1990, American Olympians, Women, e American Music. 

Nel 1998 e ha realizzato il Calendario Pirelli 1999. 

Nel 2008 ha realizzato il calendario Lavazza 2009. Infine è stata scelta come fotografa per il Calendario Pirelli 2016 che vede ritratte 12 donne tra cui Yoko Ono, Tavi Gevinson e Patti Smith. it.wikipedia.org

Annie Leibovitz. Fotografie di una vita, 1990-2005. A cura di Mark Holborn. Traduzione di Valeria Raimondi. Milano, De Agostini, 2009. Dimensione 35×26 cm. Cartonato editoriale con sovraccoperta, pagine numerate 472. Centinaia di riproduzioni fotografiche dell’Artista in bianco e nero e a colori nel testo. In buonissimo stato – lievi tracce d’uso alla sovraccoperta.

Non ho due vite”, scrive Annie Leibovitz nell’introduzione a questa raccolta del suo lavoro dal 1990 al 2005. “Questa è una sola vita, e le foto personali e il lavoro su commissione ne fanno tutti parte”. Ritratti di personaggi noti – Johnny Cash, Nicole Kidman, Mikhail Baryshnikov, Keith Richards, Michael Jordan, Joan Didion, R2-D2, Patti Smith, Nelson Mandela, Jack Nicholson e William Burroughs – appaiono accanto a immagini della famiglia e degli amici della Leibovitz, reportage dell’assedio di Sarajevo nei primi anni Novanta e paesaggi. Le immagini formano la narrazione di una vita ricca di contrasti e continuità. La fotografa ha una lunga relazione che finisce con la malattia e la morte. Racconta le celebrazioni e i dolori della sua grande e robusta famiglia. Ha dei figli suoi. Per tutto il tempo lavora, e il lavoro pubblico risuona con i temi della vita. (Cfr. Seconda di sovraccoperta)


martedì 6 gennaio 2026

Il Sarno è un fiume della Campania

La città di Sarno nasce da un castello longobardo costruito dal duca di Benevento nell'VIII secolo, ed è prima gastaldato, poi contea e infine ducato. Il territorio comunale presenta tuttavia tracce di insediamenti dal neolitico all'epoca romana, abbandonati probabilmente in seguito alla disastrosa eruzione del Vesuvio che aveva distrutto Pompei nel 79 d.C.

La leggenda

Le fonti antiche (Conone) riferiscono il primo insediamento nella valle del Sarno ai mitici Pelasgi, originari del Peloponneso, che avrebbero dato il nome di Sarro al fiume, riprendendolo dal fiume "Saron" della loro terra di origine. I Pelasgi stanziati nella valle avrebbero preso il nome di Sarrasti e avrebbero in seguito fondato la città di Nocera.  Secondo Strabone, invece, i Pelasgi avrebbero occupato la zona dopo gli Osci, i quali, sempre secondo le fonti consultate da Strabone sarebbero succeduti agli Opici e agli Ausoni (già presenti in loco, secondo Polibio e Antioco di Siracusa; Antioco, tuttavia, mostra di considerare Opici e Ausoni un'unica popolazione; né l'uno né, l'altro, almeno nelle citazioni straboniane, parlano dei Pelasgi).

Nel VII libro dell'Eneide di Virgilio, nel quale si racconta della guerra fra Enea e Turno, tra gli eroi e i popoli che si erano uniti ai Rutuli viene citato Ebalo, re di molte genti, tra cui Sarrastes populos et quae rigat aequora Sarnus ("i Sarrasti e delle genti che Sarno irriga").

Storia di Sarno - Wikipedia

Un tempo il Sarno era votato alla pesca, all’irrigazione e al trasporto delle merci e fin dal Medio Evo si ha notizia della esistenza lungo il suo corso di numerosi mulini. Un’altra attività che a lungo ha caratterizzato il fiume, fu quella delle fusare, laghetti artificiali legati alla coltivazione della canapa da cui si ricavava l’omonima fibra tessile. La bassissima pendenza con cui il fiume digrada verso il mare, fa sì che esso accumuli velocemente grandi quantità di sedimenti, ragion per cui fin dal Medio Evo le istituzioni, per impedire esondazioni, provvedevano alla pulizia del fondo del corso d’acqua e alla rimozione della vegetazione lungo gli argini. Un’antica consuetudine voleva che la pulizia fosse eseguita a cura della Città di Sarno, ma col concorso nella spesa anche dei centri di San Valentino, San Marzano, Striano e San Pietro di Scafati. La si realizzava spingendo nelle acque del fiume una mandria di bufale che con gli zoccoli smuovevano il limo del fondale, facilitandone il trascinamento a valle grazie alla corrente.

«continua» 

Racconta il tuo SUD | Quando il fiume era un dio: il Sarno negli scatti di Laura Noviello

Il Sarno è un fiume della Campania che, a dispetto della sua brevità (circa 24 km), può contare su un bacino notevolmente esteso (circa 500 km²).

Se un tempo il fiume era navigabile e pescoso nonché citato da poeti e scrittori nelle loro opere, dal XX secolo è diventato noto per essere considerato da alcuni, insieme ai torrenti Cavaiola e Solofrana (suoi tributari tramite il torrente Alveo Comune Nocerino), il corso d'acqua perenne più inquinato d'Europa. 

Etimologia

«Lodan vostra inclit'opra il Tebro, e l'Arno,

L'Apennin, l'Alpe, il mar d'Adria, e 'l Tirreno;

Ma più che l'acque illustri, e 'l bel terreno,

Il mio Vesevo, il buon Sebeto, e 'l Sarno.»

(Luigi Tansillo])

Giovanni Maria Della Torre, scrittore e ricercatore XVII secolo, citando le opere di altri illustri del passato, scrisse che un tempo il fiume era chiamato Drangone, Dragoncello, Draconte e Draconzio.

Lo storico Servio ha tramandato l'informazione che i primi abitanti della valle furono i Sarrasti, una popolazione pelasgica proveniente dal Peloponneso, e che furono loro a chiamare Sarno il fiume e sé stessi Sarrasti.

Il Sarno, in epoca antica, al pari di altri fiumi più famosi, svolse un ruolo di promotore della civiltà umana e, per questo, fu adorato come un dio. Di esso è stata tramandata un'immagine quasi univoca e facilmente riconoscibile: un vecchio con la barba, seminudo, disteso su un fianco e circondato da piante fluviali (in genere canne e papiri), nell'atto di reggere un vaso da cui sgorga acqua. La più notevole delle rappresentazioni note del dio Sarno è certamente quella esistente in sul cosiddetto Fonte Helvius a Sant'Egidio del Monte Albino.

  • Divinità fluviale personificazione del fiume Sarno; affresco romano da Pompei, Località Moregine, IV stile, 64 d.C.
  • Rappresentazione del dio Sarno; Fonte Helvius, Comune di Sant'Egidio del Monte Albino, I secolo a.C.
  • Il Sarno dopo l'eruzione del 79 d.C.

A seguito dell'eruzione del 79 d.C., buona parte della valle fu ricoperta di materiale vulcanico, il cui spessore variò, in funzione di vari fattori, da pochi centimetri alle decine di metri, ma comunque il risultato fu che sotto quella coltre scomparvero terreni coltivati, case, strade e corsi d'acqua. È probabile che da questo evento il corso del Sarno ne sia uscito fortemente modificato, se non addirittura stravolto tanto è vero che, qualche centinaio di anni dopo e precisamente nel 552, data della battaglia dei Monti Lattari tra il generale bizantino Narsete e il re degli Ostrogoti Teia, del fiume si era perso anche il nome:Il celebre geografo del V° secolo STRABONE, scrisse la seguente frase “IL PORTO DI NOLA,NOCERA,ACERRA, CHE SI TROVA A POMPEI,PRESSO IL FIUME SARNO,RICEVE ANCHE LE MERCI E LE ESPORTA" Prima dell'eruzione del 79 d.c. il fiume SARNO lo definivano come un DIO e lo chiamavano anche DRAGONCELLO.

(italiano)

«Sotto le falde di questo Vesuvio ci sono sorgenti di acqua potabile. E da esse scorre un fiume di nome Dracone, che tocca le vicinanze della città di Nocera. Allora entrambi (gli eserciti) si disposero sulle due rive di questo fiume. Il Dracone ha un alveo piccolo, non attraversabile né dai cavalieri né dai fanti, poiché, pur conducendo il suo corso in uno spazio angusto, scavando la terra molto profondamente da ambo i lati rende le rive come pendenti»

Sarno (fiume) - Wikipedia

  • Johan Christian Dahl - The bridge across Sarno near Castellammare - NG.K&H.B.02597 - National Museum of Art, Architecture and Design
  • Johan Christian Dahl - The bridge across Sarno near Castellammare - NG.K&H.B.02597 - National Museum of Art, Architecture and Design
  • Il fiume Sarno da Striano
  • La foce del fiume Sarno con vista dello scoglio di Rovigliano
  • Ponte sul fiume Sarno in Comune di San Marzano sul Sarno (Salerno)
  • Poggiomarino, fine anni '70. una delle 51 bocca d'irrigamento del Canale Conte Sarno
  • Sorgente del fiume Foce di Sarno
  • Sorgente del Rio Palazzo, uno dei bracci del fiume Sarno
  • Il Rio Palazzo che attraversa il centro di Sarno

Gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti della città di Pompei antica, presso la collina di Civita, alle porte della moderna Pompei, seppellita sotto una coltre di ceneri e lapilli durante l'eruzione del Vesuvio del 79, insieme a Ercolano, Stabia e Oplonti.I ritrovamenti a seguito degli scavi, iniziati per volere di Carlo III di Borbone, sono una delle migliori testimonianze della vita romana, nonché la città meglio conservata di quell'epoca. La maggior parte dei reperti recuperati (oltre a semplici suppellettili di uso quotidiano anche affreschi, mosaici e statue è conservata al museo archeologico nazionale di Napoli, e in piccola quantità anche nell'Antiquarium di Pompei; proprio la notevole quantità di reperti è stata utile per far comprendere gli usi, i costumi, le abitudini alimentari e l'arte della vita di oltre due millenni fa.Nel 2024 gli scavi di Pompei hanno fatto registrare 4 069 377 visitatori. Nel 1997, per preservarne l'integrità, le rovine, gestite dal Parco Archeologico di Pompei, insieme a quelle di Ercolano e Oplonti, sono entrate a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.Scavi archeologici di Pompei - Wikipedia

Pomigliano d’Arco (NA) | “Caivano Dreamin’ – se puoi sognarlo devi farlo” di Fulvio Sacco,

 “Caivano Dreamin’ – se puoi sognarlo devi farlo” di Fulvio Sacco, con l’organizzazione di Nu’Tracks, arriva con il nuovo anno a Pomigliano d’Arco (NA) per l’ultima anteprima sul territorio campano prima del tour in giro per l’Italia. Sabato 10 (ore 20.30) e domenica 11 gennaio 2026 (ore 18.30) lo spettacolo, che porta in scena l’improbabile genesi del Topolino più famoso del mondo, farà tappa nella Colonia Creativa Itaca (Via G. Carducci,7). L’autore esplora il tema delicato dei sogni che restano incompiuti, partendo appunto dalla leggenda secondo la quale Topolino sia nato a Napoli.

Lo spettacolo, che gode del sostegno di IAC centro arti integrate - Matera, Pigrecoemme Scuola di Cinema – Napoli e del supporto morale di tutti quelli che hanno dimenticato il proprio sogno, vedrà in scena gli attori Christian Giroso e Fulvio Sacco. Dopo il successo riscosso da “Cazzimma&Arraggia”, Fulvio Sacco continua a incuriosire nel segno di una scrittura sempre originale.
«Lo ammetto – racconta Fulvio Sacco - non volevo raccontare la storia della bottiglia di anice nata nella provincia di Napoli e arrivata nelle mani di Walt Disney, così come non volevo raccontare che il padre di Mickey Mouse abbia potuto “rubare” il disegno del topo proprio dall’etichetta su questa bottiglia. Quello che mi sembrava interessante invece – tiene a sottolineare l’autore - era partire da questa improbabilità per sviluppare un racconto ironico di come un sogno non potrà mai e poi mai realizzarsi! Perché la cosa sicura non è che Walt Disney ha disegnato Mickey Mouse, la cosa sicura è che solo nelle sue mani avrebbe potuto essere ciò che oggi è. Non è quindi la natura o la materia dei nostri sogni che ci domandiamo in questa storia, ma è il rapporto che noi abbiamo con essi, sia nella loro presenza che nella loro assenza».
Sinossi
È il 25 settembre del 1926 e due improbabili della provincia di Napoli s’imbarcano per Ellis Island, New York. Quello che sanno, è che non hanno nulla se non la speranza, i sogni e delle bottiglie di anice con un topo in pantaloncini corti ritratto sopra. Quello che non sanno invece, è che quello scarabocchio nero, incredibilmente simile al Mickey Mouse che Walt Disney avrebbe creato di lì a poco, cambierà la storia di ogni bambino sulla terra. Al di là della veridicità di questa storia, ciò che davvero conta è il tema universale del sogno e del rapporto quotidiano che ognuno di noi ha con le proprie aspirazioni.
 
Coaching Armando Pirozzi
Scene Fabio Marroncelli
Costumi Nunzia Russo
Progetto sonoro Paky Di Maio
Assistente al Progetto Fabio Andreozzi.
Durata 50’ circa.
 
FULVIO SACCO Nasce a Napoli nel 1987. Si forma, da autodidatta, seguendo vari corsi e laboratori. In teatro debutta a Parigi con Nathalie Garraud, per il progetto della commissione europea Cities on stage nello spettacolo “Revolution(s)” al Teatro Ateliers Berthier. Poi viene diretto da Lucio Allocca come protagonista su testi di Schisgal e Mrozek, Michele Monetta, Mario Gelardi per il Nuovo Teatro Sanità, Pino Carbone per il Progetto Nichel, Anne Berelowich al Teatro Les 3 Pierrots di Parigi per “Natale in casa Cupiello” (tradotto in francese) e altri. Debutta alla regia nel 2019 con “Laura” da Jean Bernard Luc, mentre nel 2021 debutta anche come drammaturgo, insieme ad Armando Pirozzi (Premio UBU 2016/2017), dello spettacolo “cazzimma&arraggia” prodotto e sostenuto dal Teatro Bellini di Napoli, di cui è anche regista e interprete. Al cinema è scelto da Gennaro Nunziante in “Come può uno scoglio” (film distribuito poi su SKY e Amazon prime) e in TV è diretto da Monica Vullo nelle serie RAI “I Bastardi di Pizzofalcone 3” e “Resta con me”.
CHRISTIAN GIROSO Nasce a Napoli nel 1988. Si forma artisticamente nel progetto "Punta Corsara" e diventa co-fondatore della compagnia stessa diretta da Emanuele Valenti. In teatro è anche diretto da Arturo Cirillo in "Fatto di Cronaca" e "Miseria e nobiltà" e da Nathalie Garraud per il progetto della commissione europea Cities on stage, dove debutta al teatro Ateliers Berthier di Parigi con "Revolution(s)". Nel 2011 vince, con la Compagnia Punta Corsara, il premio Ubu come miglior attore under 30. In TV esordisce nella serie “Gomorra” diretta da Stefano Sollima nel ruolo di Carmine il cardillo e prende parte poi, alla serie diretta da Saverio Costanzo “L'amica geniale” nel ruolo di Antonio Cappuccio. Al cinema fa parte del film "Mixed by Erry" di Sidney Sibilla e "Sotto coperta" di Simona Cocozza.  - ITACA - Colonia Creativa

venerdì 2 gennaio 2026

San Nicola la Strada (CE) - gennaio-marzo 2026 - Associazione Alterum

L’associazione Alterum ha aderito al “Patto per la lettura del Comune di Caserta” e quindi con questi eventi si prodiga per favorire la cultura della lettura e renderla accessibile a tutti.

Serata autore

Salotto letterario 2025/20256

4 appuntamenti extra del Salotto Letterario Alterum: Dentro il libro – Incontro con chi l’ha scritto

Un ciclo speciale di incontri per entrare nel cuore di un tema attraverso la voce di chi lo ha raccontato.

Cos’è

“Dentro il libro” è un esperimento diverso dalle classiche Serate autore: non si tratta solo di presentare un libro, ma di usare l’opera come punto di partenza per approfondire un tema centrale insieme all’autore e ai partecipanti.

La lettura del libro è consigliata per arricchire la conversazione e vivere pienamente l’incontro.

Extra e facoltativi

Questi appuntamenti non fanno parte del calendario ufficiale del Salotto Letterario Alterum: sono incontri aggiuntivi e facoltativi, pensati per chi vuole vivere un’esperienza di approfondimento e confronto in più.

Quote di partecipazione

• Soci sostenitori: inclusi e gratuiti

• Soci ordinari ed esterni: 15€ per l’intero ciclo di 4 incontri oppure 5€ per singolo incontro

Date, temi e libri

  • Mercoledì 4 febbraio 2026, ore 20, "Il peso dei se" di Gino Bernardi

Tema: Scelte, rimpianti e possibilità di riscatto

Un viaggio emotivo tra le conseguenze delle scelte passate e la possibilità di cambiare il futuro.

  • Mercoledì 11 marzo, ore 20, "Per rabbia e per amore" di Raffaele Sardo

Tema: Coraggio civile e memoria collettiva (vita e impegno di don Peppe Diana)

Un racconto di verità e impegno civile che ripercorre la vita e l’eredità di don Peppe Diana.

  • Mercoledì 6 maggio, ore 20, "Autopsia dell’Io (graphic novel)" di Giuseppe de Grado, illustrazioni di Roberta Lanzi

Tema: Ricostruzione e accettazione di sé

Una graphic novel intensa che esplora il viaggio interiore verso la consapevolezza e la rinascita.

Associazione Alterum, via Appia 102, San Nicola la Strada (CE) - Alterum


lunedì 29 dicembre 2025

𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐂𝐚𝐩𝐨𝐝𝐚𝐧𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓-𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚, 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢: 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐧𝐢𝐧𝐨, 𝐆𝐢𝐠𝐢 𝐅𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨, 𝐋𝐃𝐀, 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐇𝐞𝐫𝐨𝐬 𝐞 𝐝𝐣 𝐬𝐞𝐭 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐛𝐚!.

𝐈𝐥 𝟑𝟏 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐞𝐝 𝐢𝐥 𝟏° 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐋𝐚𝐫𝐠𝐨 𝐏𝐚𝐨𝐧𝐞. 𝐂𝐡𝐢𝐮𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐩𝐢𝐫𝐨𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐢

La città di Formia si prepara a vivere due notti indimenticabili tra musica, spettacolo e condivisione per salutare l’arrivo del nuovo anno. Nell’ambito della manifestazione “Vivi la magia del Natale a Formia”, il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026 la città accoglierà cittadini e visitatori con un ricco programma di eventi gratuiti nel cuore di Piazza Largo Paone, che vedrà protagonisti grandi nomi della canzone napoletana e giovani talenti della scena musicale italiana.

domenica 28 dicembre 2025

Comune più Virtuoso d’Italia 2025 | Il titolo della XIX edizione del Premio va a Pontboset (AO), 180 abitanti in Valle d’Aosta:

Comune più Virtuoso d’Italia 2025
⭐Il titolo della XIX edizione del Premio va a Pontboset (AO), 180 abitanti in Valle d’Aosta: il Comune più piccolo di sempre a ricevere il riconoscimento. Un esempio concreto di come anche i micro-comuni possano guidare la transizione ecologica, sociale ed economica, grazie a politiche su consumo di suolo zero, mobilità dolce, gestione ambientale e servizi alla comunità.
💫Premi di categoria:
•⁠ Comune di Bacoli (NA) – Gestione del territorio
•⁠ Comune di Pojana Maggiore (VI) – Impronta ecologica
•⁠ Unione delle Terre d'Argine (MO) – Rifiuti
•⁠ Città di Firenze (FI) – Mobilità sostenibile
•⁠ Comune di Pieve Torina (MC) – Nuovi stili di vita
✨ Menzioni speciali:
•⁠ Comune di Nave (BS)

giovedì 25 dicembre 2025

Edoardo Bennato e Fiaccola Olimpica per il Capodanno 2026 a Trani (BA)

Il 2026 è alle porte e la Città di Trani (BA) saluta degnamente l'arrivo del 2026 con un cartellone di assoluto prestigio. Sul palco, c’è Edoardo Bennato. L'immensa Piazza Quercia, affacciata sul mare, è il degno teatro della notte di San Silvestro (a partire dalle ore 22:00), che chiama in scena uno storico maestro della musica italiana.

Edoardo Bennato e la sua aria scanzonata, il rock 'n roll insieme ribelle e spensierato, politicamente scorretto e geniale, hanno disegnato alcune indimenticabili pagine del migliore cantautorato italiano, magistralmente arrangiate ed eseguite dal virtuoso autore e polistrumentista partenopeo.

Il grande artista ha attraversato mode e generazioni, stagioni del nostro vivere e altalenanti scenari politici del Paese, con la sensibile curiosità e la sfrontata franchezza del testimone insolito e indomito del rocker, l'armonica e il kazoo, la chitarra e il tamburello, le arie graffianti e i virtuosismi dell'eccelso funambolo delle note, scortato da una band formidabile che amplifica l’energia del suo live. Ad accompagnarlo sul palco per il capodanno tranese, Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli alle chitarre, Raffaele Lopez alle tastiere, Arduino Lopez al basso, Roberto Perrone alla batteria. 

Dai profetici esordi del primo concept “Non farti cadere le braccia”, che contiene la stupenda “Un giorno credi” e la vibrante “Campi Flegrei” delle sue radici, Edoardo si prepara ad abbandonare i primi passi del blues, punk e ska e ricerca con caparbio fervore una nuova strada, lontana dalla tradizione melodica italiana.

L'architetto vira bruscamente verso le sonorità americane e londinesi, che rendono ancora più plausibili i testi urticanti, con il grande successo dell’album “I buoni e i cattivi”, che sferzano la scuola e la classe politica, i benpensanti e le facili ipocrisie di un mondo destinato al precoce tramonto. Nel tempo arrivano la visionaria opera “La Torre di Babele” e il capolavoro “Burattino senza fili”, che rivisita l'opera letteraria di Carlo Collodi con tenero e crudele disinganno.

Bennato passa da Il Gatto e la Volpe a Il rock di Capitan Uncino con istintiva disinvoltura e alterna le elegiache malinconie di “Una settimana…un giorno…” alla travolgente energia di “Sono solo canzonette”. Poi è il tempo della superba “L'isola che non c'è”, tra le tantissime perle di un repertorio, che l'asso della nostra storia sciorinerà davanti alla grande platea di Trani, fino al trionfo mondiale di “Una estate italiana” diviso con Gianna Nannini, nelle indimenticabili notti del mondiale anni ’90 di casa nostra e degli spiritati occhi dell'indimenticabile Totò Schillaci.

La città di Trani, vestita di magnifiche luci, si prepara ad abbracciare un caleidoscopio di cuori e generazioni, ricordi e indelebili fotogrammi, che l'intramontabile musicista napoletano cattura e suscita. 

Nelle prime ore del 2026 gli assonnati pionieri del nuovo anno, si possono concedere, sempre in Piazza Quercia, l'emozionante transito della Fiaccola olimpica in terra di Puglia, dalle ore 10:30. 

La fiamma più celebre dello sport passa sul lungomare e lambisce il porto e la meravigliosa cattedrale, poco prima del Gran concerto di Capodanno (dalle ore 11:00a cura della Fondazione Aldo Ciccolini ETS di Trani che per questo primo evento del 2026 si è avvalsa dei valenti musicisti dell'Orchestra Saverio Mercadante di Altamura, diretti dal M° Rocco Debernardis. Un affascinante viaggio attraverso un repertorio orchestrale, che spazia da opere iconiche a brani più leggeri. Ogni spartito selezionato porta con sé una ricca eredità culturale e musicale, permettendo agli ascoltatori di immergersi in un’atmosfera avvolgente, cullati dalle soavi note. 

Il bouquet musicale del Capodanno 2026 di Trani ha ancora una carta da giocare, alle 18.30 del primo giorno di gennaio. Giulio Rapetti è il leggendario paroliere di un genio immortale della musica leggera italiana, venuto a mancare crudelmente alla fine del secolo scorso. La poesia e la straordinaria originalità di Lucio Battisti hanno ispirato tanti grandi cantautori del nostro panorama. Ora i capolavori del ruvido e solitario reatino vivono ancora e per sempre. Le “Emozioni” di Lucio sono distillate dalla voce incredibilmente somigliante e ricca di toccanti sfumature di Gianmarco Carroccia, che Mogol ha designato come ideale custode delle grandi canzoni di un duo inimitabile del Novecento. Gianmarco carezza tante splendide gemme di un disco celebrato anche all'estero e considerato una pietra miliare della canzone d'autore italiana, coadiuvato da una formazione di sei elementi. Con lui sul palco, in Piazza QuerciaStefano Profazi alle chitarre e cori, Alessandro Patti al basso, Dario Troisi al pianoforte e synth / tastiere, Bruno D'ambrosio alla batteria e percussioni, Christian Vilona al sax, flauto e cori e Michele Campo al violino.