La città di Sarno nasce da un castello longobardo costruito dal duca di Benevento nell'VIII secolo, ed è prima gastaldato, poi contea e infine ducato. Il territorio comunale presenta tuttavia tracce di insediamenti dal neolitico all'epoca romana, abbandonati probabilmente in seguito alla disastrosa eruzione del Vesuvio che aveva distrutto Pompei nel 79 d.C.
La leggenda
Le fonti antiche (Conone) riferiscono il primo insediamento nella valle del Sarno ai mitici Pelasgi, originari del Peloponneso, che avrebbero dato il nome di Sarro al fiume, riprendendolo dal fiume "Saron" della loro terra di origine. I Pelasgi stanziati nella valle avrebbero preso il nome di Sarrasti e avrebbero in seguito fondato la città di Nocera. Secondo Strabone, invece, i Pelasgi avrebbero occupato la zona dopo gli Osci, i quali, sempre secondo le fonti consultate da Strabone sarebbero succeduti agli Opici e agli Ausoni (già presenti in loco, secondo Polibio e Antioco di Siracusa; Antioco, tuttavia, mostra di considerare Opici e Ausoni un'unica popolazione; né l'uno né, l'altro, almeno nelle citazioni straboniane, parlano dei Pelasgi).
Nel VII libro dell'Eneide di Virgilio, nel quale si racconta della guerra fra Enea e Turno, tra gli eroi e i popoli che si erano uniti ai Rutuli viene citato Ebalo, re di molte genti, tra cui Sarrastes populos et quae rigat aequora Sarnus ("i Sarrasti e delle genti che Sarno irriga").
Storia di Sarno - Wikipedia
Un tempo il Sarno era votato alla pesca, all’irrigazione e al trasporto delle merci e fin dal Medio Evo si ha notizia della esistenza lungo il suo corso di numerosi mulini. Un’altra attività che a lungo ha caratterizzato il fiume, fu quella delle fusare, laghetti artificiali legati alla coltivazione della canapa da cui si ricavava l’omonima fibra tessile. La bassissima pendenza con cui il fiume digrada verso il mare, fa sì che esso accumuli velocemente grandi quantità di sedimenti, ragion per cui fin dal Medio Evo le istituzioni, per impedire esondazioni, provvedevano alla pulizia del fondo del corso d’acqua e alla rimozione della vegetazione lungo gli argini. Un’antica consuetudine voleva che la pulizia fosse eseguita a cura della Città di Sarno, ma col concorso nella spesa anche dei centri di San Valentino, San Marzano, Striano e San Pietro di Scafati. La si realizzava spingendo nelle acque del fiume una mandria di bufale che con gli zoccoli smuovevano il limo del fondale, facilitandone il trascinamento a valle grazie alla corrente.
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Racconta il tuo SUD | Quando il fiume era un dio: il Sarno negli scatti di Laura Noviello
Se un tempo il fiume era navigabile e pescoso nonché citato da poeti e scrittori nelle loro opere, dal XX secolo è diventato noto per essere considerato da alcuni, insieme ai torrenti Cavaiola e Solofrana (suoi tributari tramite il torrente Alveo Comune Nocerino), il corso d'acqua perenne più inquinato d'Europa.
Etimologia
«Lodan vostra inclit'opra il Tebro, e l'Arno,
L'Apennin, l'Alpe, il mar d'Adria, e 'l Tirreno;
Ma più che l'acque illustri, e 'l bel terreno,
Il mio Vesevo, il buon Sebeto, e 'l Sarno.»
(Luigi Tansillo])
Giovanni Maria Della Torre, scrittore e ricercatore XVII secolo, citando le opere di altri illustri del passato, scrisse che un tempo il fiume era chiamato Drangone, Dragoncello, Draconte e Draconzio.
Lo storico Servio ha tramandato l'informazione che i primi abitanti della valle furono i Sarrasti, una popolazione pelasgica proveniente dal Peloponneso, e che furono loro a chiamare Sarno il fiume e sé stessi Sarrasti.
Il Sarno, in epoca antica, al pari di altri fiumi più famosi, svolse un ruolo di promotore della civiltà umana e, per questo, fu adorato come un dio. Di esso è stata tramandata un'immagine quasi univoca e facilmente riconoscibile: un vecchio con la barba, seminudo, disteso su un fianco e circondato da piante fluviali (in genere canne e papiri), nell'atto di reggere un vaso da cui sgorga acqua. La più notevole delle rappresentazioni note del dio Sarno è certamente quella esistente in sul cosiddetto Fonte Helvius a Sant'Egidio del Monte Albino.
- Divinità fluviale personificazione del fiume Sarno; affresco romano da Pompei, Località Moregine, IV stile, 64 d.C.
- Rappresentazione del dio Sarno; Fonte Helvius, Comune di Sant'Egidio del Monte Albino, I secolo a.C.
- Il Sarno dopo l'eruzione del 79 d.C.
A seguito dell'eruzione del 79 d.C., buona parte della valle fu ricoperta di materiale vulcanico, il cui spessore variò, in funzione di vari fattori, da pochi centimetri alle decine di metri, ma comunque il risultato fu che sotto quella coltre scomparvero terreni coltivati, case, strade e corsi d'acqua. È probabile che da questo evento il corso del Sarno ne sia uscito fortemente modificato, se non addirittura stravolto tanto è vero che, qualche centinaio di anni dopo e precisamente nel 552, data della battaglia dei Monti Lattari tra il generale bizantino Narsete e il re degli Ostrogoti Teia, del fiume si era perso anche il nome:Il celebre geografo del V° secolo STRABONE, scrisse la seguente frase “IL PORTO DI NOLA,NOCERA,ACERRA, CHE SI TROVA A POMPEI,PRESSO IL FIUME SARNO,RICEVE ANCHE LE MERCI E LE ESPORTA" Prima dell'eruzione del 79 d.c. il fiume SARNO lo definivano come un DIO e lo chiamavano anche DRAGONCELLO.
(italiano)
«Sotto le falde di questo Vesuvio ci sono sorgenti di acqua potabile. E da esse scorre un fiume di nome Dracone, che tocca le vicinanze della città di Nocera. Allora entrambi (gli eserciti) si disposero sulle due rive di questo fiume. Il Dracone ha un alveo piccolo, non attraversabile né dai cavalieri né dai fanti, poiché, pur conducendo il suo corso in uno spazio angusto, scavando la terra molto profondamente da ambo i lati rende le rive come pendenti»
- Johan Christian Dahl - The bridge across Sarno near Castellammare - NG.K&H.B.02597 - National Museum of Art, Architecture and Design
- Johan Christian Dahl - The bridge across Sarno near Castellammare - NG.K&H.B.02597 - National Museum of Art, Architecture and Design
- Il fiume Sarno da Striano
- La foce del fiume Sarno con vista dello scoglio di Rovigliano
- Ponte sul fiume Sarno in Comune di San Marzano sul Sarno (Salerno)
- Poggiomarino, fine anni '70. una delle 51 bocca d'irrigamento del Canale Conte Sarno
- Sorgente del fiume Foce di Sarno
- Sorgente del Rio Palazzo, uno dei bracci del fiume Sarno
- Il Rio Palazzo che attraversa il centro di Sarno







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