Anna-Lou Leibovitz, detta Annie è una fotografa statunitense.
Ritrattista affermata, Leibovitz ha uno stile caratterizzato dalla stretta collaborazione tra fotografo e modello.
Di discendenze ebraiche, Annie Leibovitz nasce a Waterbury, nel Connecticut, terza di sei figli. Suo padre era un ufficiale dell'Aeronautica USA, e molto spesso doveva spostarsi per seguire diversi incarichi, questo portò Anne a numerosi trasferimenti e ad un'infanzia molto movimentata tra una base militare e l'altra. Durante uno di questi viaggi, la Leibovitz scopre la fotografia e si appassiona fin da subito. La madre di Annie, invece, è un'istruttrice di danza classica, ed è proprio l'influenza di questa figura che trasmetterà alla fotografa l'amore per l'arte in generale e per il bello. La donna era solita documentare la vita della famiglia, producendo filmati ricordo e scattando diverse fotografie.
Le prime foto scattate da Annie sono state scattate nella base militare delle Filippine, dove il padre era impegnato nella guerra del Vietnam. Questa esperienza e il contatto con la guerra nei primi anni di vita segneranno non solo la personalità della Leibovitz ma anche il suo lavoro e le sue convinzioni future. Crescendo e rientrando negli Stati Uniti la ragazza rifiuterà il mondo in cui è cresciuta per dedicarsi al suo opposto: l'arte, al punto da intraprendere un corso di pittura, per poi proseguire gli studi universitari presso l’Istituto d’Arte di San Francisco. La fotografia continua ad essere una passione, portata avanti in parallelo a tutte le altre questioni della sua vita. Grazie ai suoi studi conosce i celebri fotografi Robert Frank ed Henri Cartier Bresson, si appassiona sempre di più all'arte della fotografia e ne apprende le varie tecniche ed i segreti del mestiere, decidendo di farla diventare la sua strada e abbandonando il corso di pittura.
Nei primi anni dopo gli studi, Annie Leibovitz inizia diverse collaborazioni saltuarie con riviste minori, venendo però sempre più apprezzata per il suo approccio alla fotografia e per la qualità degli scatti. Fin da subito si specializza nei soggetti umani, ritratti per lo più, e inizia a ritagliarsi una buona fetta di popolarità. Nel 1969 si reca nel kibbutz israeliano Amir, per documentare la vita dei volontari, creando così il portfolio che le permetterà di fare il salto e approdare alla rivista Rolling Stone. Terrà questo impiego per 13 anni, dal 1970 al 1983, in cui affinerà la sua tecnica e produrrà scatti sempre più ricercati e riconoscibili, accrescendo la sua fama e popolarità. Celebre la copertina con Meryl Streep che sembra staccarsi un viso particolarmente plastico.
Nel 1975, occupò il ruolo di fotografa della tournée di concerti del gruppo rock dei The Rolling Stones, voluta e assoldata dalla band stessa. Negli anni 1980 la Leibovitz fotografò delle celebrità per una campagna pubblicitaria internazionale della American Express. Dal 1983 ha lavorato come fotografa ritrattista per Vanity Fair. Nel 1990 viene premiata col Infinity Awards per la Applied photography. Nel 1991 ha tenuto un'esposizione alla National Portrait Gallery. Annie Leibovitz ha inoltre pubblicato cinque libri di sue fotografie, Photographs, Photographs 1970-1990, American Olympians, Women, e American Music.
Nel 1998 e ha realizzato il Calendario Pirelli 1999.
Nel 2008 ha realizzato il calendario Lavazza 2009. Infine è stata scelta come fotografa per il Calendario Pirelli 2016 che vede ritratte 12 donne tra cui Yoko Ono, Tavi Gevinson e Patti Smith. it.wikipedia.org
Annie Leibovitz. Fotografie di una vita, 1990-2005. A cura di Mark Holborn. Traduzione di Valeria Raimondi. Milano, De Agostini, 2009. Dimensione 35×26 cm. Cartonato editoriale con sovraccoperta, pagine numerate 472. Centinaia di riproduzioni fotografiche dell’Artista in bianco e nero e a colori nel testo. In buonissimo stato – lievi tracce d’uso alla sovraccoperta.
Non ho due vite”, scrive Annie Leibovitz nell’introduzione a questa raccolta del suo lavoro dal 1990 al 2005. “Questa è una sola vita, e le foto personali e il lavoro su commissione ne fanno tutti parte”. Ritratti di personaggi noti – Johnny Cash, Nicole Kidman, Mikhail Baryshnikov, Keith Richards, Michael Jordan, Joan Didion, R2-D2, Patti Smith, Nelson Mandela, Jack Nicholson e William Burroughs – appaiono accanto a immagini della famiglia e degli amici della Leibovitz, reportage dell’assedio di Sarajevo nei primi anni Novanta e paesaggi. Le immagini formano la narrazione di una vita ricca di contrasti e continuità. La fotografa ha una lunga relazione che finisce con la malattia e la morte. Racconta le celebrazioni e i dolori della sua grande e robusta famiglia. Ha dei figli suoi. Per tutto il tempo lavora, e il lavoro pubblico risuona con i temi della vita. (Cfr. Seconda di sovraccoperta)












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